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Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

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C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma

25 aprile

Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma

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Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma

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C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Si tratta di un ventenne della Comunità ebraica perquisito ieri sera intorno alle 20 e ora in stato di fermo. 

La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi. 

L’uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. Il 20enne è accusato di tentato omicidio. Al ragazzo viene contestata anche la detenzione e il porto abusivo di arma da fuoco.

25 aprile: Brigata Ebraica Milano, ‘condanna senza giustificazione ad autore spari’

“Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”. Così Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, sul fermo di Eitan Biondi, presunto autore degli spari contro una coppia di attivisti dell’Anpi, a Roma lo scorso 25 aprile. La Brigata Ebraica ha ribadito di non conoscere il 21enne e di non avere tra i suoi membri persone con questo nome. 

“La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera – ribadisce Romano -. Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati”.

“Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai” conclude.

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