Spiagge e ombrelloni tramandati di padre in figlio
| Economia
Esiste uno strumento noto nel mondo per garantire migliori condizioni sia per lo Stato sia per gli utenti contribuenti: si chiama concorrenza.
Spiagge e ombrelloni tramandati di padre in figlio
Esiste uno strumento noto nel mondo per garantire migliori condizioni sia per lo Stato sia per gli utenti contribuenti: si chiama concorrenza.
| Economia
Spiagge e ombrelloni tramandati di padre in figlio
Esiste uno strumento noto nel mondo per garantire migliori condizioni sia per lo Stato sia per gli utenti contribuenti: si chiama concorrenza.
| Economia
AUTORE: Antonluca Cuoco
Esiste uno strumento noto nel mondo per garantire migliori condizioni sia per lo Stato sia per gli utenti contribuenti: si chiama concorrenza e consiste nell’apertura al mercato delle concessioni tramite gare pubbliche. Ad esempio gli spazi demaniali, che sono sotto il controllo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vengono affidati dagli enti locali tramite concessioni che sono ogni volta prorogate alla scadenza: le ultime volte coi governi presieduti da Conte. Queste proroghe sono chiaramente in contrasto con la direttiva europea Bolkestein del 2006, recepita in Italia nel 2010.
E tutto ciò incide negativamente sul livello di produttività dei servizi nel nostro Paese, confermando la forza della public choice theory: quella dei costi diffusi e dei benefici concentrati. Ma questa famigerata Bolkestein cosa voleva ottenere per i cittadini europei? La garanzia di pari accessibilità a tutte le imprese nel concorrere, in questo caso, all’affidamento delle concessioni demaniali. E questo può, anzi deve, avvenire tramite gare a evidenza pubblica.
Il punto non è solo l’accessibilità trasparente delle imprese, perché maggiore concorrenza porterebbe maggiori entrate per lo Stato e migliori servizi per l’utenza. Laddove non esiste concorrenza ci sono invece cooptazione e dipendenza neofeudale nelle scelte di affido così come un uso smodato delle aziende in house. Essere sostenitori delle gare a evidenza pubblica vuol dire quindi stare dalla parte degli outsider, dei consumatori, degli imprenditori innovativi e dei giovani intraprendenti, ancor di più nei difficili territori del nostro meridione. Vuol dire favorire il merito, non la famiglia di appartenenza. Così il consumatore conta davvero, non solo a parole. Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili ha aggiornato dopo tre anni i dati sulle concessioni demaniali in Italia.
Quelle sul demanio costiero sono arrivate a 61.426, mentre erano 52.619 nel 2018. Di queste, 12.166 rappresentano concessioni per stabilimenti balneari, contro le 10.812 del 2018 (+12,5%). Si stima che dal 2000 a oggi siano raddoppiate. I dati indicano anche che il 70% degli stabilimenti balneari paga allo Stato meno di 2.500 euro all’anno. In Campania le concessioni marittime (la Giunta ha appena dimezzato l’imposta regionale per i concessionari di aree demaniali) occupano quasi il 70% della superficie costiera. Concessioni rinnovate automaticamente da decenni, in violazione delle direttive europee, che preservano rendite di posizione tramandate di padre in figlio e danneggiano consumatori che ricevono servizi scadenti a prezzi crescenti.
di Antonluca Cuoco
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Imprese e investitori guardano ad Asia e intelligenza artificiale: i risultati della survey HSBC
10 Aprile 2026
Un recente studio di HSBC che ha coinvolto 3000 imprese e investitori ha evidenziato come Asia e I…
Vacanze estive 2026 a rischio? Ryanair taglia rotte in tutta Europa
08 Aprile 2026
Ryanair ha tagliato rotte in tutta Europa e prenotare voli low cost per l’estate 2026 potrebbe ess…
Iran: La tregua nel Golfo fa crollare il prezzo del petrolio. Perde oltre il 17%
08 Aprile 2026
Il prezzo del petrolio scende! E’ il primo effetto, quasi immediato, della tregua di 15 giorni del…
Carburante contingentato negli aeroporti italiani: limitazioni a Linate, Bologna, Treviso e Venezia
04 Aprile 2026
Scattano le prime limitazioni di carburante aereo. Per ora gli aeroporti interessati sono 4: Bolog…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.