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Il cinema nel cinema del Lido di Venezia

All’Excelsior mito e storia del grande schermo, stelle cadenti, stelline nascenti, glamour e tanta varia umanità

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Lustrini, tappeti rossi, frenesia, un velo di malinconia. Vita. Venezia, nei giorni della Mostra del cinema, è un concentrato di mode e tendenze del momento. Senza dubbio, anche di esagerazioni e simbolismi kitsch, ma carica di un’energia festante di cui abbiamo bisogno più che mai.

Mentre la pandemia morde ancora, respirare l’atmosfera rarefatta di questo microcosmo aiuta a ricordare cosa fossimo prima che tutto cominciasse e dove vogliamo disperatamente tornare, accettando le limitazioni di oggi per ritrovare la libertà totale di domani.

Della Mostra, i media riportano immagini più o meno sempre uguali: cambiano i protagonisti sul red carpet, ma pose e commenti sono inevitabilmente quelli. La caccia alle star, i loro outfit, una spruzzata di critica cinematografica, tanto per far vedere che non si è dimenticato il motivo per cui ci si ritrova al Lido. È dietro tutta questa facciata – oltre il paravento che nasconde il tappeto rosso alla moltitudine accalcata per scorgere uno spicchio di divo – che si muove la Mostra al contempo più surreale e interessante. Quella della gente.

Non i Vip ma quelli che i Vip li osservano, se li mangiano con gli occhi, li imitano senza vergogna e paura di apparire allegramente provinciali. Una varia umanità, che sciama verso il Lido sulle stesse lance (quasi le stesse) di attori e registi, sognando per qualche ora di poter recitare una parte, sia pur minuscola, in quel mondo.

Mettono allegria, perché – come accennato – non fanno finta di essere altro: sono lì per divertirsi, guardare e farsi guardare, nelle loro improbabili mise multicolore. Vestiti e look esagerati, vera e propria parodia degli abiti da tappeto rosso. Al molo dell’Hotel Excelsior, da sempre vero cuore pulsante della Mostra del cinema, è un festoso e caotico accavallarsi di smoking e camicie sudate, abiti femminili sgargianti, minimalisti e imponenti, addetti stampa, Pr, segretari e factotum dei protagonisti (quelli veri), in un melting pot unico e vitalissimo.

La facciata arabesca dell’Excelsior fa da sfondo, vero e proprio set naturale di questo cinema del cinema. L’atmosfera vagamente decadente dell’albergo aggiunge e non toglie fascino. Sulla spiaggia del Grand Hotel, che nei decenni ha accolto alcune delle più grandi stelle del cinema in servizi fotografici che hanno segnato intere epoche, si affaccia la leggendaria terrazza dell’Excelsior.

Lì tutto quello che abbiamo raccontato si concentra in 50 metri. Passano Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, prima della serata inaugurale di mercoledì alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, trascorrendo un po’ di tempo fra i più eccentrici dei comuni mortali. O Matt Dillon passa un intero pomeriggio, seduto a una tavolata di amici americani, con l’aria di chi non sa esattamente perché si trovi lì, ma accetta di buon grado il suo ruolo di star annoiata, ma anche disponibile.

Un microcosmo, come dicevamo. Una bolla in cui tutto si muove seguendo regole proprie. Dove le polemiche di questo giorni su vaccini e Green Pass sembrano lontane milioni di chilometri, ma non per leggerezza e superficialità. Perché dei giorni del glamour e delle star, quando tutto sarà finito, resterà quest’insopprimibile voglia di vivere, che è il vero kolossal di Venezia.

 

di Fulvio Giuliani

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