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Mes

Siamo Messi così

La mancata ratifica (ancora) del Mes da parte del Parlamento italiano è una non-sorpresa. Se non si vuole (s)cadere nell’ovvio
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La mancata ratifica (ancora) del Mes da parte del Parlamento italiano è una non-sorpresa. Se non si vuole (s)cadere nell’ovvio
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La mancata ratifica (ancora) del Mes da parte del Parlamento italiano è una non-sorpresa. Se non si vuole (s)cadere nell’ovvio
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La mancata ratifica (ancora) del Mes da parte del Parlamento italiano è una non-sorpresa. Se non si vuole (s)cadere nell’ovvio
La mancata ratifica (ancora) del Mes da parte del Parlamento italiano è una non-sorpresa. Se non si vuole (s)cadere nell’ovvio. La componente di destra e destra-destra del centrodestra, vale a dire Fratelli d’Italia e Lega, hanno deciso di rimandare nei fatti ancora di un altro po’ l’inevitabile. Perché state pur certi che l’Italia ratificherà il Meccanismo di Stabilità, trasformato ormai da mesi nell’ultima bandiera del sovranismo. Eccoci arrivati al secondo punto: bisogna pur comprendere e contestualizzare le decisioni dei partiti se si vuole provare a commentarle. Il governo italiano ha appena ratificato con 26 partner dell’Unione europea il nuovo Patto di Stabilità, che in confronto al Mes ha le dimensioni della famosa montagna e del topolino. Insieme allo stesso Patto di Stabilità, dopo settimane di toni ora concilianti ora particolarmente accesi o minacciosi, sono passati anche importanti accordi relativi alla gestione dei migranti, alla loro ridistribuzione e ai rimpatri. Altro tema su cui storicamente si è fatto fuoco e fiamme, ai tempi dell’opposizione e oggi correttamente e comprensibilmente si tratta un giorno si e l’altro pure con Bruxelles. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha, per giudizio unanime, raccolto i migliori risultati proprio sul palcoscenico internazionale, anche attraverso un’intelligente rapporto costruito con la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen. Intelligente perché sintesi di reciproci interessi, più che legittimi. A valle di tutto questo, almeno un passaggio in nome dell’ormai declinante sovranismo deve essere parso necessario. Quindi niente ratifica del Mes prima di Natale e appuntamento a gennaio o febbraio. Un po’ perché possiamo permettercelo, all’indomani del via libera al ben più sostanzioso e delicato Patto di Stabilità di cui sopra, un po’ perché la politica passa anche da qui. In fin dei conti, tutti contenti ieri: Lega e Fratelli d’Italia per questa prova muscolare e Forza Italia per aver marcato una distanza con la sua astensione nel voto sul Meccanismo di Stabilità. Un po’ di bandierine piazzate qui e là e adesso tutti a preparare il cenone. di Fulvio Giuliani La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

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