AUTORE: Marco Sallustro
Quando giovedì a Buxelles il ministro degli Esteri ugandese Odongo Jeje ha evitato di dare la mano alla presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, il fantasma del leader turco Erdogan e del ‘sofagate’ ha occupato l’intera sala dell’incontro fra Unione africana e Unione europea.
Uno sgarbo sottolineato dai ripetuti inviti del presidente francese Macron al politico ugandese perché salutasse per bene la presidente della Commissione. Nulla da fare, Jeje ha concesso solo un brevissimo scambio di cenni col capo.
C’è però un quarto protagonista di questa scenetta imbarazzante: il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Ancora lui. Lo stesso che ad Ankara, il giorno dell’‘incidente’ con Erdogan, non riuscì a far nulla.
Non per galanteria o buone maniere, sia chiaro, ma per difendere il nome dell’Unione e i principi europei. Mica lenticchie. Anche giovedì, Michel è rimasto impalato, senza reagire allo sgarbo politico-personale che avveniva davanti ai suoi occhi.
Ok, sarà anche sfortunato, ma al secondo giro sorge spontaneo il dubbio che il presidente del Consiglio Ue non riesca a gestire queste situazioni e non va per niente bene.
Offendere la Von Der Leyen significa offendere l’Unione e princìpi non negoziabili. È anche la plastica dimostrazione che le istituzioni dell’Ue devono ancora crescere (dubitiamo che mister Jeje non avrebbe stretto la mano a Kamala Harris o ad Angela Merkel). Quanto alla sfortuna, Enzo Ferrari amava ripetere di non cercare solo piloti bravi, ma soprattutto fortunati.
di Marco Sallustro
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Elezioni amministrative 2026, al voto 895 Comuni: seggi aperti oggi e domani
24 Maggio 2026
Sono 6.624.575 gli elettori, chiamati al voto oggi, domenica 24 maggio e domani per il turno annua…
Accise, via libera al decreto carburanti
22 Maggio 2026
Via libera al nuovo decreto con la proroga del taglio delle accise sui carburanti. Lo ha stabilito…
Giorgia Meloni smentisce l’ira sulla campagna “Quando c’era lei” di Renzi: “Gli italiani sanno distinguere la propaganda. Mai chiesto di toglierli”
22 Maggio 2026
La campagna di comunicazione “Quando c’era lei”, ideata da Italia Viva ha scatenato un polverone m…
Il paradosso della Cassandra-Draghi
15 Maggio 2026
Il “problema” di Mario Draghi è essere troppo competente, troppo serio, troppo refrattario per nat…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.