Passerelle, strategie e realtà
| Politica
Carlo Calenda è stato ignorato dagli operai della Magneti Marelli, nella sua improvvisata davanti ai cancelli dello stabilimento di Crevalcore
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Carlo Calenda è stato ignorato dagli operai della Magneti Marelli, nella sua improvvisata davanti ai cancelli dello stabilimento di Crevalcore
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Carlo Calenda è stato ignorato dagli operai della Magneti Marelli, nella sua improvvisata davanti ai cancelli dello stabilimento di Crevalcore
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Avrete letto di Carlo Calenda ignorato dagli operai della Magneti Marelli, nella sua improvvisata davanti ai cancelli dello stabilimento di Crevalcore.
Il novello “Berlinguer” probabilmente non poteva che essere snobbato in modo persino sfacciato da donne e uomini in preda al terrore di perdere il posto di lavoro. Calenda è passato per il politico ultraliberista – lontano miglia dalle loro rivendicazioni – che ha anche la faccia tosta di presentarsi davanti alla fabbrica.
Destini di Calenda a parte, come della Schlein che a Crevalcore era andata prima di lui, colpisce la grande balla che è stata raccontata alle donne e agli uomini della Magneti Marelli. Balla che è stata descritta in un’intervista al Corriere della Sera (non sappiamo quanto consapevolmente) con grande efficacia da un sindacalista dello stesso stabilimento.
L’uomo ha ricordato come la Magneti Marelli stia lavorando quasi esclusivamente sulla componentistica dei motori endotermici per il sud-est asiatico, non avendo più alcun mercato in Europa e negli Stati Uniti.
Vi chiedete perché? Perché si è scelto l’oggi, rispetto al domani. Nel Far Est, il motore “tradizionale“ dovrebbe reggere qualche anno in più rispetto al vecchio continente e alla Magneti Marelli fanno fatturato lì giù. Viceversa, investimenti e ricerca sull’elettrico sono confinati a progetti di ultra nicchia legati alle Supercar.
A questo punto una premessa si rende necessaria: non si tratta di tifare per il motore elettrico o quello endotermico – posizioni entrambe ridicole e buone giusto per qualche polemica politica – ma interrogarsi sulle strategie adottate.
L’unica cosa che conta, in ottica industriale, è capire dove vada il mercato e il mercato va dritto verso l’elettrificazione. Ovviamente in Europa e Stati Uniti. A una scelta del genere – che non è bella o brutta, ma semplicemente quella fatta dalla totalità delle case automobilistiche occidentali – alla Magneti Marelli non hanno saputo dare una risposta, con il concreto rischio di finire fuori mercato.
Non fra 12 anni, quando secondo la normativa europea non saranno più vendute macchine con motori endotermici, ma oggi, perché gli investimenti nel settore dell’automotive sono costosissimi e a lunghissimo termine. Ora si programma per i prossimi 20 anni, chi non c’è non ci sarà.
Si può protestare e legittimamente avere paura, ma i responsabili della situazione attuale non vanno cercati in qualche entità maligna di Bruxelles, ma in chi il mercato si ostina a non guardarlo. A far finta che non esista, che tutti i player di maggior rilievo mondiale non abbiano fatto scelte ben precise in direzione dell’elettrificazione della mobilità.
Se alla Magneti Marelli si occupano d’altro (ostinatamente), forse qualche domanda sarebbe opportuno farsela. Con buona pace di chiunque vada davanti ai cancelli della fabbrica e con qualsiasi intento.
di Fulvio Giuliani
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