Pieno di chiacchiere
Pieno di chiacchiere
Pieno di chiacchiere
Capita a tutti di dover tirare il fiato e riordinare le idee, nulla di drammatico o di cui ci si debba vergognare. Non sempre dare la sensazione – si sottolinei la “sensazione” – di essere decisionisti e assertivi è la scelta migliore. Tantomeno quando si governa.
L’intero balletto sul prezzo della benzina è frutto in buona parte di un clamoroso sbaglio di calcolo e comunicazione di ambienti della maggioranza e del governo. Capita, ma perseverare resta diabolico. Da una settimana non passa giorno o anche solo una mattina e un pomeriggio che non arrivi dall’esecutivo un sussurro, un’indicazione, una possibilità. Tagliamo (le accise), anzi no. Rimettiamo lo sconto (by Draghi), ma forse è meglio evitare perché i soldi servono. L’esperienza insegna che, una volta scoperchiato, il vaso di Pandora non lo richiudi aggiungendo rumore al caos.
Approfittando dello sciopero “congelato” dopo l’incontro con i rappresentanti dei distributori di benzina, è giunta l’ora di fare il pieno. Di silenzio.
Di Fulvio Giuliani
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