Il buono fuori-classe
| Società
Nell’istituto IIS “Giovanni Falcone” di Asola (Mantova) alcuni ragazzi del triennio hanno aiutato una docente di matematica a gestire i corsi di recupero per il biennio
Il buono fuori-classe
Nell’istituto IIS “Giovanni Falcone” di Asola (Mantova) alcuni ragazzi del triennio hanno aiutato una docente di matematica a gestire i corsi di recupero per il biennio
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Il buono fuori-classe
Nell’istituto IIS “Giovanni Falcone” di Asola (Mantova) alcuni ragazzi del triennio hanno aiutato una docente di matematica a gestire i corsi di recupero per il biennio
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AUTORE: Cristina Agazzi
Archiviata la costosissima inutile Maturità, attendiamo soltanto la conferma della pioggia di 100 laddove i dati Invalsi avranno rilevato le più insanabili difficoltà. Chiusa l’affannosa scriteriata ricerca dei prossimi docenti tutor e orientatori, ora aspettiamo il miracolo dell’infusione mistica di competenze delicatissime tramite ben 20 ore di un corso online. Terminato il primo anno di divieto assoluto della Dad, ci apprestiamo con sollievo a rinnegare definitivamente competenze e strumenti acquisiti a caro prezzo.
Nonostante tutto questo (e ben altro!) la scuola riesce ancora a stupire con testimonianze di vitalità insperata. Una di queste storie proviene dall’IIS “Giovanni Falcone” di Asola, piccolo centro in provincia di Mantova. Nell’estate 2022 una docente di matematica ha chiesto ai ragazzi del triennio chi volesse gestire con lei i corsi di recupero per il biennio, cercando insieme modalità, linguaggi e mentalità di squadra capaci di aiutare in modo significativo i compagni in difficoltà. L’appello è stato raccolto da dieci studenti che hanno lavorato fra giugno e luglio, creando una vera comunità di apprendimento e accrescimento reciproco. L’esperienza è stata così significativa che è proseguita durante l’anno scolastico e coi corsi estivi 2023, in cui un ragazzo “insegnante” veniva ogni giorno in treno, pagandosi il biglietto e aspettando più di un’ora in stazione pur di mantenere il suo impegno col gruppo a lui affidato; addirittura tre neomaturi si sono presentati a scuola la mattina dopo l’orale per aiutare i compagni.
La stessa docente ha aperto a gennaio un artigianale canale YouTube perché tutti gli studenti potessero seguire in qualsiasi momento e coi propri tempi il percorso didattico sviluppato in classe. Nonostante gli argomenti ostici e la grafica imperfetta, il canale ha già raggiunto 21mila visualizzazioni, è stato d’aiuto nella preparazione alla prova d’esame e ora continua per seguire in estate gli studenti con debiti.
Sono piccole storie, ma buone pratiche su cui dovremmo puntare. Col coraggio di studiare, cambiare, sperimentare, imparare e condividere, in un circolo virtuoso che si opponga al disamore e alla resa.
di Cristina Agazzi
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