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Il guasto del braccialetto elettronico

Il guasto del braccialetto elettronico segnalato dal killer

Femminicidio Ancona, il guasto del braccialetto elettronico: a segnalarlo era stato proprio lo stesso uomo che poi ha ucciso sua moglie
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Il guasto del braccialetto elettronico segnalato dal killer

Femminicidio Ancona, il guasto del braccialetto elettronico: a segnalarlo era stato proprio lo stesso uomo che poi ha ucciso sua moglie
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Il guasto del braccialetto elettronico segnalato dal killer

Femminicidio Ancona, il guasto del braccialetto elettronico: a segnalarlo era stato proprio lo stesso uomo che poi ha ucciso sua moglie
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Femminicidio Ancona, il guasto del braccialetto elettronico: a segnalarlo era stato proprio lo stesso uomo che poi ha ucciso sua moglie
Non solo il braccialetto elettronico non funzionava, ma a segnalarlo era stato proprio chi lo indossava: lo stesso uomo che poi ha ucciso sua moglie. Un dettaglio ancora più sconcertante in una vicenda già assurda, quella dell’infermiera di Ancona ammazzata a coltellate dal marito che non avrebbe dovuto avvicinarsi a meno di 200 metri da lei. Lui, che aveva il braccialetto elettronico, sapeva che funzionava male perché lo aveva segnalato già ben due volte ai Carabinieri. Perché suonava a vuoto, senza motivo. Un tecnico lo aveva pure controllato. E quel braccialetto elettronico ha continuato a non funzionare, fino a consentirgli di entrare nella casa della donna a cui non avrebbe dovuto avvicinarsi. Fino a consentirgli di ucciderla. È paradossale che sia stato proprio lui a segnalarne il malfunzionamento. Ma questo lascia intendere che in questa vicenda le responsabilità, oltre ovviamente a quella dell’assassino, vadano cercate anche in chi avrebbe dovuto accertarsi che quel meccanismo fosse funzionante. Pare inoltre che la rete Gps non abbia una grossa copertura nella zona in cui è avvenuto il delitto. È quindi un sistema che funziona soltanto in alcune aree? Ma allora a che serve? Elementi che andranno chiariti anche se nessuno di questi, purtroppo, potrà comunque riportare in vita questa donna. Adesso servirebbe quantomeno un’indagine approfondita su questo dispositivo. Che dovrebbe garantire un certo livello di sicurezza e invece a quanto pare non ci riesce.   di Annalisa Grandi

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