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L’aborto, il diritto solo sulla carta

Il dibattito sull’aborto non smette di dividere. Dovrebbe essere un diritto acquisito dopo il referendum del ‘78 eppure non è così: in Italia il 69% dei medici è obiettore, in Molise l’unico che pratica l’interruzione di gravidanza costretto a rimandare la pensione .

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Ciclicamente il dibattito sull’aborto si riaccende, nonostante siano passati 43 anni dal referendum che permise alle donne l’interruzione volontaria di gravidanza. Oggi è l’uscita dubbia di Alfonso Signorini durante il Grande Fratello Vip ad accendere la miccia, domani si vedrà a chi toccherà schierarsi su un argomento che mai dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazioni, soprattutto da parte della politica. “Una dovrebbe stare attenta, evitare di rimanere incinta se non lo desidera” è l’accusa che i detrattori rivolgono alle donne. Vero è che la vita non è sempre prevedibile, semplicemente a volte travolge. 

La questione dell’aborto va sì trattata ma senza spettacolarizzazioni in tv. Semmai bisognerebbe parlare della difficoltà di esercitare questo diritto in Italia. Non lasciare più spazio alle opinioni su ciò che già stato deciso anni fa, ma attenersi ai fatti. Oggi in Italia il 69% dei medici è obiettore di coscienza. Nel Molise l’unico medico che pratica interruzioni di gravidanza sta rimandano la pensione per garantire ancora questo diritto alle donne nella sua Regione. Senza allontanarsi troppo, solo da poco più di un mese, la pratica dell’aborto non è più illegale a San Marino.

Così si spiega il proliferare di campagne come Libera di abortire , che mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti modi diversi di affrontare un aborto, evento che ogni donna vive a proprio modo. Non ce n’è uno solo: non uno giusto, non uno sbagliato. Le attività di supporto sono sicuramente utili e necessarie. È importante continuare a fare informazione, senza dividere il mondo in buoni e cattivi a fare da sfondo a storie a volte drammatiche. 

Chi è riuscita a parlare di un tema così complesso, sbaragliando ogni tipo di stereotipo, pregiudizio è stata Oriana Fallaci, che in “Lettera ad un bambino mai nato” racconta “il dilemma se dare la vita o negarla”. Lo fa con una razionalità imprescindibile ed una obiettività che solo chi vive o ha vissuto questi momenti può davvero comprendere, proprio come lei.

La cosa straordinaria che Oriana riesce a fare attraverso questo libro è rispondere ai dilemmi sull’aborto, senza in realtà dare alcuna risposta. Così scrive la Fallaci nel suo libro: “Mamma! Lasciami parlare […] Me lo hai insegnato tu che la verità è fatta di molte verità differenti” . 

di Claudia Burgio

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