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Paperoni mondiali

Paperoni mondiali sempre più ricchi: +852 miliardi negli ultimi sei mesi

I 500 paperoni mondiali aumentano i loro guadagni: +852 miliardi di dollari negli ultimi 6 mesi, una media di 14 milioni al giorno. Quanto emerge dal “Bloomberg Billionaires Index”
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852 miliardi di dollari in più solo nei primi sei mesi del 2023 con una media di 14 milioni intascati al giorno: questi i guadagni (record) dei 500 paperoni mondiali, secondo quanto riportato dal “Bloomberg Billionaires Index“, una classifica – i cui dati sono aggiornati giornalmente – delle persone più ricche del mondo. Con calcoli forniti dall’analisi del patrimonio netto di ciascun miliardario. Questo incremento è dovuto, in particolar modo, al buon andamento dei mercati finanziari.

L’agenzia finanziaria Bloomberg spiega che si tratta della miglior performance dai tempi del rimbalzo post-Covid (seconda metà del 2020).

 

Elon Musk e Mark Zuckerberg guidano la crescita dei patrimoni

A primeggiare è l’imprenditore sudafricano Musk che segna la migliore performance: in sei mesi ha guadagnato 96,6 miliardi di dollari. Zuckerberg, Presidente di Meta, ha visto crescere la sua ricchezza di 58,9 miliardi di dollari.

Ai primi posti di questa classifica rimangono comunque “i soliti noti” e coloro che fanno parte del mondo del Tech occupano ben otto delle prime dieci posizioni.

L’attuale CEO di Tesla, oltre ad aver visto aumentare –  più di ogni altro – i propri guadagni, detiene anche il primato della classifica dei più ricchi al mondo con un patrimonio netto totale di 247 miliardi di dollari. Al secondo posto il magnate francese Bernard Arnault (199 miliardi di dollari), al terzo troviamo Jeff Bezos (155 miliardi di dollari), a seguire Bill Gates (134 miliardi di dollari) e il patron di Oracle Larry Ellison (132 miliardi di dollari). Anche se questi paperoni hanno comunque avuto delle oscillazioni nel proprio patrimonio soprattutto negli ultimi anni, in particolar modo, a causa delle crisi e delle buferespesso internesfociate in una pioggia di licenziamenti: da Twitter a Meta fino a Google.

Come prevedibile, la maggior parte delle persone presenti in questa classifica sono statunitensi (195 su 500) ma tanti sono anche coloro che provengono dal mondo asiatico e che rappresentano le principali new entry, non solo per quanto riguarda questi ultimi sei mesi.

 

I più ricchi del mondo
I più ricchi del mondo

 

C’è anche chi ha perso una fortuna

I guadagni totali dei 500 paperoni mondiali sonoe di moltoaumentati ma non per tutti. Così come l’incremento del proprio patrimonio può raggiungere cifre record, anche la diminuzione della ricchezza – e la perdita – rischia di essere estremamente alta.

Il principale esempio è Gautam Adani (miliardario indiano Presidente di Adani Group) che ha visto sfumare ben 60,2 miliardi di dollari a seguito delle accuse di frode contabile e manipolazione di titoli di Hinderburg Research.

Nel mirino dello stesso fondo è finito anche il miliardario Carl Icahn che ha visto diminuire il suo patrimonio di più di 13 miliardi di dollari (più del 55%) registrando la peggior performance relativa in termini percentuali da Capodanno sino ad ora.

 

Gli italiani presenti nella classifica dei paperoni mondiali

In questa speciale classifica sono presenti anche sei italiani: Giovanni Ferrero & Family (da tempo primi in Italia) si collocano al 27esimo posto con un patrimonio di 44,2 miliardi di dollari, a seguire Paolo Rocca & Family (135esima posizione), Piero Ferrari al numero 346, Miuccia Prada è al 390esimo posto, poco più indietro Patrizio Bertelli alla 392esima posizione, fino a Giorgio Armani che chiude 423esimo con un patrimonio totale di 5,92 miliardi di dollari.

È interessante notare come, ad esempio, i francesi (13) siano più del doppio degli italiani (6) tra i 500 paperoni mondiali. Ciò non è affatto casuale.

Molti francesi, infatti, hanno saputo inglobare tante altre realtà imprenditoriali, diversificando e dando così un presente solido, ma anche un futuro, al proprio marchio. Un esempio è il gruppo del lusso LVMH che fa capo a Bernard Arnault ma svincolato dalla sua figura, a differenza invece di molti altri brand della moda che fanno capo a uno stilista con cui, di fatto, l’azienda stessa si identifica.

Lo stesso discorso vale per la donna più ricca del mondo: la francese Françoise Bettencourt-Meyers, capo del gruppo L’Oréal. I suoi prodotti continueranno a essere venduti. Con o senza di lei.

 

di Filippo Messina

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