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Un inferno chiamato Italia

L’Italia continua a bruciare. Come ogni estate il problema dei disastri ambientali causati dai numerosi roghi torna al centro delle cronache. Davvero non si può fare nulla per prevenire tutto ciò?

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“Serviranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme che hanno raggiunto pascoli, ulivi, capannoni e mezzi agricoli ma anche ucciso animali. Ci troviamo davanti a calamità con danni incalcolabili all’agricoltura negli oltre 20.000 ettari andati a fuoco”. È la desolante fotografia emersa da un primo monitoraggio di Coldiretti sugli effetti degli incendi che hanno colpito la Sardegna, soprattutto nell’Oristanese.

Ad alimentare le fiamme devastanti un clima anomalo con cui bisognerà fare pace prima o poi. Impossibile invece stabilire alcun tipo di tregua con chi questi incendi li alimenta: stando alle stime di Coldiretti il 60% degli incendi è frutto della mano dell’uomo.

Per quante estati ancora si dovrà leggere sui giornali di incendi che minacciano la nostra meravigliosa penisola?

In un mondo dove la scienza fortunatamente fa passi da gigante e l’uomo viaggia nello spazio, il problema dei roghi sembra non trovare una soluzione e nemmeno l’attenzione che meriterebbe.

Per l’anno 2021, i fondi a favore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono stati di 120 milioni di euro, mentre dalla Conferenza Stato-Regioni al “Fondo per le foreste italiane 2019 e alla ripartizione 2020-2021” sono stati messi a disposizione 3.720.000 di euro destinati alla tutela del patrimonio boschivo.
Cifre evidentemente non sufficienti, anche alla luce della richiesta avanzata dal Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, per fronteggiare la devastazione ambientale di questi giorni.

Solinas ha dichiarato lo stato di emergenza, chiedendo al Governo di stanziare immediatamente delle risorse a sostegno delle comunità colpite, attingendo se necessario ai fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che invece spetterebbero per la ripresa delle attività post pandemia. È stato richiesto anche l’intervento dell’Unione europea, che ha risposto inviando 4 aerei antincendio di cui 2 Canadair.

Per quanto si senta parlare sempre più spesso di incendi, la dura verità è che i roghi vanno avanti per la loro strada, accesi da irresponsabili o piromani, nell’indifferenza generale. E a pagarne le conseguenze di tale irresponsabilità sono i poveri cittadini, la natura e gli operatori (in primis Protezione Civile e Vigili del Fuoco) che senza sosta tentano di domare i danni causati dall’incuria dell’uomo stesso.

Se il centro e sud devono fare i conti con il fuoco, il nord viene colpito da violenti temporali e grandinate, considerati dai meteorologi “eventi estremi” ormai non più così rari. Fra questi c’è il cosiddetto fenomeno del jet stream, una particolare corrente d’aria che regola il tempo nell’emisfero settentrionale, che contribuisce a rendere più persistenti le ondate di calore e la siccità, favorendo il propagarsi degli incendi.

 

Di Alessia Luceri

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