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Richard Avedon al Palazzo Reale di Milano

Il ritorno di Richard Avedon a Milano, un’esplosione di sentimenti

Le fotografie di Richard Avedon ritornano ad illuminare Milano nella mostra “Richard Avedon – Relationships” presso il Palazzo Reale. 106 scatti iconici per immergersi nel mondo di uno dei fotografi più importanti del Novecento.
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Il ritorno di Richard Avedon a Milano, un’esplosione di sentimenti

Le fotografie di Richard Avedon ritornano ad illuminare Milano nella mostra “Richard Avedon – Relationships” presso il Palazzo Reale. 106 scatti iconici per immergersi nel mondo di uno dei fotografi più importanti del Novecento.
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Il ritorno di Richard Avedon a Milano, un’esplosione di sentimenti

Le fotografie di Richard Avedon ritornano ad illuminare Milano nella mostra “Richard Avedon – Relationships” presso il Palazzo Reale. 106 scatti iconici per immergersi nel mondo di uno dei fotografi più importanti del Novecento.
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Le fotografie di Richard Avedon ritornano ad illuminare Milano nella mostra “Richard Avedon – Relationships” presso il Palazzo Reale. 106 scatti iconici per immergersi nel mondo di uno dei fotografi più importanti del Novecento.

Milano conferma lo stretto legame instaurato negli anni con Richard Avedon, uno dei maestri più apprezzati della fotografia del Novecento, dedicandogli una mostra intima ed emozionante a 27 anni dalla sua prima apparizione meneghina che si concluse con numeri da record: 80.000 visitatori.

La mostra “Richard Avedon – Relationships”, dal 22 settembre al 29 gennaio 2023 a Palazzo Reale di Milano, raccoglie il lascito iconografico e culturale del fotografo statunitense, scomparso nel 2004, con una selezione di 106 scatti provenienti dal Center for Creative Photography (CCP) di Tucson (USA) e dalla Richard Avedon Foundation. 

Promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Palazzo Reale e Skira Editore, è riuscita a indagare non solo il modo in cui Avedon riuscì a rivoluzione l’allora concetto di moda, sostituendo le modelle-manichino con donne reali e sinuose, ma anche ad inviduare la connessione tra soggetto e fotografo nel ritratto. Persone, a volte personaggi, con un’anima e una vitalità che Avedon, più di chiunque altro, fu in grado di catturare grazie all’utilizzo di alcuni espedienti tecnici che diventarono la caratterizzazione della sua arte: sfondi bianchissimi, eliminazione nella scena del superfluo per far risaltare solo le figure che appaiono quasi sempre centrali, di enormi dimensioni e ritratte ad una distanza molto ravvicinata rispetto agli standard dell’epoca.

L’impatto, per chi ha avuto la fortuna di osservare le stampe presenti a Palazzo Reale, è stato forte, intenso, immediato; la percezione è di essere lì con i soggetti ritratti come in una realtà parallela, siano essi Sophia Loren e Audrey Hepburn o cittadini statunitensi ‘qualunque’ nella sua mostra intitolata “The American West”. Fissando le fotografie di Avedon, ci si trova faccia a faccia con l’eroicità di Malcom X, lo sguardo nostalgico e bellissimo di Marylin Monroe, la bellezza senza tempo di Linda Evangelista, lo sguardo profondo di Truman Capote, la raffinatezza di Twiggy.

Decisamente imperdibile è l’impatto che si ha con la doppia fotografia del padre della pop art Andy Warhol che mostra con serena accettazione le cicatrici che hanno deturpato il suo corpo in seguito ad un tentato omicidio il 3 giugno del 1986 da parte dell’attrice Valerie Solanas che irruppe nel suo studio sparandogli ben tre colpi all’addome. 

Andy Warhol by Richard Avedon
Andy Warhol – Richard Avedon

Oltre ai singoli ritratti, è presente anche una sezione dedicata alle coppie, in cui emerge il rapporto emotivo tra i soggetti, spesso spiazzante. Un esempio è il ritratto del regista Michelangelo Antonioni e la moglie Enrica Fico. Il maestro del cinema italiano è immortalato da Avedon nel 1993, ben 8 anni dopo l’ictus che lo colpì lasciandolo paralizzato al lato destro e privandolo quasi completamente dell’uso della parola. Sua moglie Enrica non lo abbandonò mai, fino alla morte avvenuta il 30 luglio del 2007. La potenza di questo amore divampa nella fotografia di Avedon: Enrica ‘regge’ il marito come un pilastro, le loro mani sono strette l’una nell’altra. E’ come se l’amore della donna permettesse al regista di restare in piedi, sicuro di sé e pronto ad essere ritratto. Non si può non provare un moto di struggente tenerezza.

Michelangelo Antonioni e sua moglie Enrica Fico - Richard Avedon
Michelangelo Antonioni e sua moglie Enrica Fico – Richard Avedon

Un altro aneddoto curioso, mai confermato dallo stesso fotografo, riguarda il ritratto del Duca e della Duchessa di Windsor – Edoardo VIII d’Inghilterra e Wallis Simpson, la divorziata americana che il Duca sposò abdicando al trono – ritratti con un’espressione perplessa, al limite del grottesco. Si racconta che Avedon, nel tentativo di provocare una reazione nei due e conoscendo la loro passione smodata per i cani carlini, avesse raccontato ai coniugi che lungo il tragitto il suo taxi aveva investito un carlino. Clic! Risultato ottenuto.

Duca e Duchessa di Windsor - Richard Avedon
Duca e Duchessa di Windsor – Richard Avedon

Non mancano le foto strettamente commerciali e il suo profondo legame con Versace, di cui curò diverse campagne commerciali. Un fotografo che utilizzava la moda mettendola al servizio della sua arte, mai viceversa. Lui stesso disse:Tanta gente è convinta che abbia iniziato a dedicarmi alla fotografia commerciale per poi passare a un lavoro più creativo e personale. Invece ho sempre fatto entrambe le cose”.

Avedon collaborò con le migliori riviste di moda, da “Vogue” a “Life”. Nel 1965 lascia  “Harper’s Bazaar”, dopo aver ricoperto il ruolo di guest-editor per il numero di aprile, in seguito alla pioggia di critiche per aver collaborato con modelle di colore.

Altri tempi, altre dinamiche, ma la mostra di Richard Avedon ha confermato due cose: la prima è che il linguaggio fotografico ha finalmente raggiunto la sua maturità artistica e la giusta considerazione in ambito museale, con mostre sempre più capillari e diffuse e non più sporadiche. La seconda, è che non è pensabile immaginare la storia della fotografia senza Richard Avedon.

 

di Raffaela Mercurio

5

VOTO:

aspetti positivi
Una mostra ricca di scatti molto diversi tra loro per capire e apprezzare al meglio il lavoro di Avedon dalla moda al ritratto fino alla fotografia sociale. Descrizioni fotografiche molto accurate per permettere una migliore lettura dell’immagine anche ai neofiti

Aspetti negativi
Si esce con il desiderio di vederne delle altre!

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