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Mussida

Mussida (ex PFM) torna con un album “politico” che dice no allo streaming

Mussida esce con un nuovo disco “Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU”, un concept album che, per precisa scelta, non verrà distribuito sulle piattaforme streaming (eccezion fatta per due tracce). Ecco le ragioni del suo dissenso.
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Mussida (ex PFM) torna con un album “politico” che dice no allo streaming

Mussida esce con un nuovo disco “Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU”, un concept album che, per precisa scelta, non verrà distribuito sulle piattaforme streaming (eccezion fatta per due tracce). Ecco le ragioni del suo dissenso.
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Mussida (ex PFM) torna con un album “politico” che dice no allo streaming

Mussida esce con un nuovo disco “Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU”, un concept album che, per precisa scelta, non verrà distribuito sulle piattaforme streaming (eccezion fatta per due tracce). Ecco le ragioni del suo dissenso.
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Mussida esce con un nuovo disco “Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU”, un concept album che, per precisa scelta, non verrà distribuito sulle piattaforme streaming (eccezion fatta per due tracce). Ecco le ragioni del suo dissenso.

In uscita venerdì 7 ottobre, “Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU” è il nuovo disco di Franco Mussida, l’ex chitarrista della PFM. Dopo una lunga incubazione iniziata nel 2015 il progetto vedrà la luce solo in formato cd e vinile per precisa scelta dell’artista milanese, che ha deciso di distribuire in digitale solo i due singoli di lancio, “L’oro del suono” – uscito ieri 4 ottobre su tutte le piattaforme di streaming – e “Io Noi la Musica”.  Una mossa controcorrente rispetto a ciò a cui l’industria discografica ci ha abituati negli ultimi anni, ma perfettamente coerente con il pensiero di Mussida e il contenuto del disco. Durante la conferenza stampa di presentazione, infatti, l’artista è più volte tornato sul valore della musica suonata e sull’importanza di tornare a dare valore ad un ascolto consapevole che metta la musica, e il suono che la genera, al centro: i telefoni e lo streaming, sia per la modalità d’ascolto che veicolano, sia per la qualità della traccia sonora, sarebbero difficilmente compatibili con questo scopo. Proprio per questo motivo il disco, in entrambi i formati, sarà dotato di una speciale etichetta “di qualità sonora controllata”, dotata di QR-code, tramite cui gli ascoltatori potranno andare ad indagare le diverse tecniche e fonti sonore utilizzate per la scrittura e la registrazione delle varie canzoni. 

Il pianeta della musica e il viaggio di IÒTU si presenta come un concept album di 13 brani, interamente composto da Mussida, che ne ha curato anche la simbologia e il bellissimo art-work. Il protagonista dell’album e l’autore del viaggio è Iòtu, un bambino simbolo di due forze diverse : l’Io egoico e asociale che rivendica uno spazio tutto per sé e il Tu altruista che, al contrario, desidera donarsi pienamente al mondo.

Iòtu , forte della sua sensibilità al suono sviluppata già a 4 anni ascoltando la vibrazione della cassa armonica di una chitarra,  intuisce sin da piccolo la magia, il ruolo e i poteri del Pianeta della Musica. Un “viaggio” che condividerà attraverso immagini, storie, diari di bordo e incontri sul proprio canale Instagram,  uno spazio virtuale realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale dell’Università di Pavia.

Al centro del progetto e della spinta creativa c’è il suono, generato da una chitarra baritona creata ad hoc per Mussida, in grado di dar vita a centinaia di diverse sfumature senza l’ausilio di alcun pedale-effetto: “Mi serviva un suono, una dimensione, che avesse in sé fermezza e calore. – ha raccontato il musicista  – Non l’ennesima variazione della new age. Chiarezza, comprensibilità, spazio e la possibilità di essere letto e assorbito in maniera facile da tutti”. E lo strumento in questione ha tutte queste caratteristiche, riuscendo ad adattarsi a diversi generi e linguaggi appresi nella lunga carriera di Mussida, che nei brani del disco si uniscono sinergicamente in un nuovo stile musicale, definito “UltraProg-Pop”. 

Mi sento un musicista che lavora nell’ambito della musica popolare – ha raccontato – un autore pop. Il pop negli anni ‘70 era trattato in maniera fantasiosa: sono rimasto affezionato alla possibilità della musica popolare di trovare forme diverse, non canonizzate in strutture standard. In questo disco mi sono divertito a costruire delle composizioni con una strumentazione che racchiudesse tanto del mondo del rock e dell’energia di quel periodo”.

Il risultato è un disco che ti prende e ti porta con sé fin dai primi secondi, con le note della chitarra da guida tra una prosa e un racconto, il tutto con arrangiamenti e scelte sonore di rara raffinatezza e capacità espressiva, di certa risposta empatica. Un lavoro di sottrazione e ritorno all’essenziale, di contro a buona parte delle produzioni moderne, infarcite di muri sonori eccessivi che confondono l’ascoltatore.

Mussida
Franco Mussida durante la conferenza stampa di presentazione del disco

Tra le varie tematiche toccate, oltre ad una vera e propria dichiarazione d’amore per la musica, incastonata nel susseguirsi dei primi 4 brani, non poteva mancare una visione critica del presente“Nel brano “Democrazia Solidale” sottolineo come ci sia il bisogno di un nuovo paradigma di socialità. Serve come il pane. Questo è un album politico, senza la necessità di gridare. Ma non è un lavoro didattico: offre musica per elaborazione e non musica per reazione”.

Ciò che sorprende di questo disco è la capacità comunicativa, il modo in cui fluisce ad un ascolto attento quanto ad uno più emotivo, leggero. Un viaggio per chiunque abbia orecchie per ascoltarlo, nato dall’esigenza di restituire quanto avuto dalla musica negli anni, per gettare dei semi e costruire, là dove possibile, la consapevolezza che la Musica, con la M maiuscola, sia una cosa seria. Perché, ricorda Mussida, “è tramite l’universo sonoro che noi consegniamo al mondo tutta la nostra esperienza emotiva. Tramite il suono, non l’immagine”. 

di Federico Arduini  

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