Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Trap, attraverso gli occhi del Killer

|

In un’estate cinematografica dominata dal successo di “Deadpool & Wolverine”, c’è un altro film che sta facendo parlare di sé: “Trap” di M. Night Shyamalan

Trap

Trap, attraverso gli occhi del Killer

In un’estate cinematografica dominata dal successo di “Deadpool & Wolverine”, c’è un altro film che sta facendo parlare di sé: “Trap” di M. Night Shyamalan

|

Trap, attraverso gli occhi del Killer

In un’estate cinematografica dominata dal successo di “Deadpool & Wolverine”, c’è un altro film che sta facendo parlare di sé: “Trap” di M. Night Shyamalan

|

In un’estate cinematografica dominata dal successo di pubblico di “Deadpool & Wolverine”, c’è un altro film che sta facendo parlare di sé: “Trap” di M. Night Shyamalan. La nuova pellicola del regista indiano si presenta come un thriller psicologico intrigante, ben costruito su un impianto narrativo che ha nella scelta di un punto di vista peculiare la sua forza: il protagonista è il killer, braccato dalla polizia mentre si trova con la figlia a un concerto organizzato ad hoc per catturarlo, in una trappola apparentemente senza via di uscita. Il colpo di scena rivelato fin da subito dalla stessa campagna marketing diventa così la premessa del racconto, che si regge per la prima parte su un grande gioco del gatto e del topo, con il killer protagonista Cooper (interpretato da un magistrale Josh Hartnett) che cerca in ogni modo di trovare un pertugio nella rete lanciatagli addosso dalle forze dell’ordine.

Ed è proprio nell’apparente normalità di Cooper, amabile padre di famiglia ma allo stesso tempo killer camaleontico, calcolatore e senza scrupoli, che si nasconde uno dei centri focali del film.

Se da una parte il film risulta godibile e non privo di profondità prospettica – soprattutto nel gioco delle scatole cinesi di trappole su cui il tessuto narrativo è costruito, dalla mente del protagonista fino a quella messa in piedi dalla polizia per braccarlo – è indubbio come la parte conclusiva non sia all’altezza, per scelte e ritmo. A salvarla è il finale aperto.

di Federico Arduini

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

Nanni Moretti ricoverato d’urgenza per un infarto

02 Aprile 2025
Nanni Moretti, celebre regista e attore – 71 anni – ha avuto un infarto ed è stato trasportato d…

Cremonini ed Elisa insieme in “Nonostante tutto”

02 Aprile 2025
Dopo aver sorpreso i fan con l’annuncio sui social, Cesare Cremonini svela finalmente il titolo …

L’epopea dei Beatles in 4 film

02 Aprile 2025
Quattro film, ciascuno dei quali farà rivivere allo spettatore l’irripetibile epopea dei Beatles…

Addio a Val Kilmer, l’attore aveva 65 anni

02 Aprile 2025
Addio a Val Kilmer, morto ieri a Los Angeles all’età di 65 anni a causa di una polmonite. L’atto…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI