La Russia degli errori criminali e cialtroni
La tragedia aerea del giorno di Natale, con la morte di 38 delle 67 persone in volo fra Baku e Grozny, è l’ennesimo fallimento di quest’era tragica per la Russia

La Russia degli errori criminali e cialtroni
La tragedia aerea del giorno di Natale, con la morte di 38 delle 67 persone in volo fra Baku e Grozny, è l’ennesimo fallimento di quest’era tragica per la Russia
La Russia degli errori criminali e cialtroni
La tragedia aerea del giorno di Natale, con la morte di 38 delle 67 persone in volo fra Baku e Grozny, è l’ennesimo fallimento di quest’era tragica per la Russia
La tragedia aerea del giorno di Natale, con la morte di 38 delle 67 persone in volo fra Baku e Grozny, ha assunto il volto dell’ennesimo fallimento di quest’era tragica per un grande Paese. E il suo popolo.
Accantonata l’ipotesi del bird strike (la collisione con uno stormo di uccelli), a spiegare il crash è rimasto l’ennesimo, incredibile errore. Intriso di faciloneria e scarsa professionalità. Una costante nella Russia che il suo zar ama raccontare ricca, potente, infallibile e in grado di indicare la via del futuro al vituperato Occidente. In realtà, un luogo dove non sanno distinguere un aereo di linea da una minaccia proveniente dall’Ucraina.
Un’inefficienza criminale che ha radici antiche e recenti. Pensiamo alla tragedia del Boeing sudcoreano abbattuto nei cieli dell’Urss nel 1983. E a quella del volo Malaysia Airlines 17 colpito da un missile terra-aria nel 2014 mentre sorvolava l’Ucraina.
Non basta concludere con finta filosofia e molto cinismo che gli errori accadono. Certi errori da questa parte del mondo non accadono quasi mai.
Di Fulvio Giuliani
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