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Eutanasia: mobilitazione in 200 piazze per legge ‘senza discriminazione tra malati’

Aprile 8, 2022

Roma, 8 apr. (Adnkronos Salute) – L’Associazione Luca Coscioni lancia una mobilitazione in 200 piazze da oggi al 10 aprile per chiedere una legge sul fine vita “senza discriminazioni tra malati”. L’iniziativa ha come obiettivo coinvolgere i cittadini nell’appello al Parlamento: “Calendarizzare immediatamente la discussione sul testo di legge sul suicidio assistito e migliorare l’attuale versione, eliminando ogni discriminazione tra malati”, ricorda l’associazione.

“Bisogna calendarizzare subito la legge al Senato, altrimenti, con la bocciatura del referendum, la legislatura rischia di concludersi nel totale immobilismo dei partiti e del Parlamento su questa vera e propria urgenza sociale. La versione attuale del testo approvato alla Camera dei Deputati non è sufficiente per conquistare una legge che non discrimini tra le persone malate e che rispetti ciò che chiedevamo con il milione e duecentomila firme raccolte la scorsa estate con il Referendum Eutanasia Legale”, hanno affermato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario nazionale e Tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. “Per proporre miglioramenti è fondamentale che il Senato riprenda la discussione il prima possibile affinché si riesca ad arrivare ad un’approvazione definitiva della legge prima della fine della legislatura”, concludono.

Ai tavoli, nelle piazze del Paese, si raccoglieranno le firme sulle proposte di modifica al testo di legge elaborate dall’associazione Luca Coscioni, che riguardano in particolare: l’eliminazione della presenza contestuale di sofferenze fisiche e psicologiche, che discriminerebbe i malati con ‘solo’ sofferenze fisiche o ‘solo’ psicologiche come previsto dalla sentenza 242 della Corte costituzionale, sempre comunque afferenti ad una condizione di malattia irreversibile diagnosticata.

E ancora: l’eliminazione del requisito di dipendenza da trattamenti di sostegno vitale per poter accedere al suicidio assistito, che di fatto escluderebbe per esempio pazienti oncologici o affetti da malattie neurodegenerative; l’estensione della possibilità di accedere al suicidio assistito anche alle persone malate che non sono in grado, a causa della propria patologia, di autosomministrarsi il farmaco letale.

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