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Alla carica della macchina elettrica

Stiamo indirizzando sempre di più il nostro futuro sulla macchina elettrica, con misure che prevedono la scomparsa di veicoli leggeri a combustione interna già a partire dal 2035. Ma questi obiettivi sono realistici?

 

La California da decenni rappresenta il laboratorio più avanzato delle regolamentazioni ambientali nel settore automotive. Qui vengono fissati gli standard più severi su emissioni ed efficienza energetica, che in seguito vengono gradualmente adottati da altri Stati degli Usa, poi a livello federale e infine nel resto del mondo. Il copione si sta ripetendo per le auto elettriche. A novembre 2020 il governatore Gavin Newsom ha firmato un ordine esecutivo che vieta la vendita di nuovi veicoli leggeri con motore a combustione interna a partire dal 2035. L’Unione europea dopo pochi mesi ha annunciato una misura analoga. Ma è realistico questo obiettivo?

Secondo il Dipartimento dell’energia Usa, in California circolano circa 635mila veicoli elettrici, pari al 4,2% dei circa 15 milioni di autovetture immatricolate. Ora, supponiamo che entro il 2040 – cinque anni dopo il divieto di vendita e mantenendo costanti le immatricolazioni – il 25% delle auto in California siano a propulsione elettrica. Utilizzando come metro la Tesla Model3 Standard Range con batteria da 50 KWh, ogni carica completa dalla presa di casa (con una connessione standard) richiede quasi 7 ore. La potenza di ricarica totale richiesta ogni giorno sarebbe 3.750.000 veicoli x 50 KWh, ovvero 187,5 GWh al giorno. 

Nel 2020, in California i 770 impianti solari fotovoltaici e termici hanno generato 29.440 GWh (il 15,42% del totale). Dividendo per 365 giorni si ottiene 80,6 GWh al giorno. Aggiungendo 40 GWh al giorno generati da pannelli sui tetti degli edifici, si arriva a 120,6 GWh. Al fabbisogno richiesto dal 25% dei veicoli in circolazione in California mancherebbero pertanto 66,9 GWh.

È vero che non tutte le auto vengono utilizzate ogni giorno fino ad esaurimento delle batterie, ma il punto cruciale è questo: nel 2040 le auto assorbirebbero un’enorme fetta dell’energia da fonte solare che operasse al 100% della capacità nominale (escludendo giornate coperte, manutenzioni o guasti). Il resto della domanda di elettricità (domestica e industriale) dovrebbe essere coperto da altre fonti. Difficilmente sarebbero fonti rinnovabili: l’eolico in California ha una potenza installata di poco superiore a 6 GW perché i siti dove il vento è forte sono pochi e i vincoli abbastanza stringenti.

Poi va tenuto conto che di solito le auto si usano di giorno e si ricaricano di notte, quando la produzione da fotovoltaico è nulla, a meno che non sia stata immagazzinata in batterie grid-scale al momento quasi inesistenti. E poi ci sarebbero altri aspetti non secondari come l’adeguamento della rete di distribuzione e i punti di ricarica sulle strade (dove già adesso non si trova parcheggio). Insomma, rimane da colmare l’enorme distacco fra desideri e realtà.

di Fabio Scacciavillani

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