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Diventa anche tu No Casc

La libertà di pensiero compressa dall’elmetto

Non voglio più mettere il casco in motorino. Fonderò il movimento No-Casc. Ritengo infatti che l’imposizione di utilizzare il casco sui mezzi di locomozione a due ruote sia una inammissibile compressione dei miei diritti fondamentali protetti dalla Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il casco limita la mia libertà personale, il diritto di circolazione e soggiorno, la libertà di pensiero e anche il diritto alla piena e libera espressione della mia personalità.

Tutti sappiamo che la libertà personale è protetta dall’art. 13 della Costituzione in ogni sua forma e in ogni suo aspetto. Essere libero significa essere libero di scegliere e di decidere tutto ciò che riguarda la mia persona. Sono libero di scegliere come vestirmi, se mettere gli occhiali da sole, quale motorino comprare e quindi devo essere anche libero di non mettere il casco o di metterlo soltanto quando mi pare. Lo stesso dicasi per la mia libertà di circolazione e soggiorno, protetta dall’art. 16 della Costituzione, che il casco impropriamente comprime.

Volete mettere il fastidio per la mia mente di essere compressa in un pezzo di plastica colorata? Studi di autorevoli Università americane hanno dimostrato che con il casco il cervello produce meno energia e i pensieri corrono meno liberamente. Il casco è poi una modalità subdola degli Stati di limitare la nostra libertà di pensiero, comprimendo i cervelli e i pensieri liberi, in palese spregio della tutela dell’art. 21 della Costituzione.

Mio cugino mi ha raccontato che un suo collega di Università, molto preparato, è stato bocciato a Fisica II per aver fatto scena muta: ma la colpa non era certo sua. Era stato costretto a tenere il casco in testa per due ore, perché quel giorno c’era sciopero dei mezzi pubblici ed era dovuto andare in Università con la moto. Inoltre, non mi può essere privato da uno Stato ottuso e illiberale il diritto di avere il vento fra i capelli.

Il vento nei capelli contribuisce al pieno sviluppo della mia persona, protetto dall’art. 3, secondo comma, della Costituzione quale forma di eguaglianza sostanziale. E poi vogliamo mettere il pericolo che il casco rappresenta per i claustrofobici? Risultano centinaia di incidenti dovuti alla nevrosi depressiva di chi è stato costretto a mettere il casco contro la sua volontà. In quei casi arrivano improvvisi attacchi di panico e si rischia la vita. La salute è un diritto fondamentale ai sensi dell’art. 32 della Costituzione e non può essere certo messa a rischio per un casco. L’obbligo del casco è un complotto.

Al punto che non solo l’hanno obbligato per legge ma lo hanno fatto dire anche alla Corte costituzionale. Nella sentenza n. 180 del 1994 possiamo leggere che «prevenire i danni alle persone… costituisce in modo indubitabile interesse della collettività» e che quindi l’obbligo del casco sarebbe conforme alla Costituzione.

Non è così. Diventa anche tu No-Casc.

 

di Alfonso Celotto

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