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Il Consiglio costituzionale su utilità e limiti del Green Pass

Buono il principio di precauzione a tutela della salute collettiva, ma necessarie puntualizzazioni ed eccezioni.

Il Consiglio costituzionale francese – l’equivalente della Consulta italiana – ha adottato una decisione con la quale ha dato il via libera alla legge sul Green Pass voluta alcune settimane prima dal presidente Macron.
La Corte ha confessato di non potere entrare nel merito delle valutazioni scientifiche che hanno convinto il legislatore a contrastare la diffusione della pandemia per mezzo dell’adozione di misure che non ha esitato a definire limitative delle libertà fondamentali, ma ha affermato altresì – e a chiare lettere – come la tutela della salute pubblica ben possa legittimare le misure volute dall’Eliseo, soprattutto allorché queste siano state improntate a una ragionevole moderazione.
I giudici hanno precisato, infatti, come la legittimità del Green Pass sia subordinata a una serie di condizioni moderatrici tutte sussistenti nel caso di specie. Il legislatore francese ha previsto una durata limitata nel tempo per la disciplina del Green Pass, impegnandosi a rivedere periodicamente la sussistenza delle condizioni di emergenza che hanno reso indispensabile le misure adottate.
A questo proposito netta è stata la presa di posizione del Consiglio costituzionale che ha riconosciuto l’obbligo delle autorità di porre fine all’emergenza anche prima del termine fissato nella legge qualora le condizioni concrete della pandemia lo consentissero. Ma non è tutto.
La legge prevede numerose eccezioni all’obbligo del pass sanitaire allorché si configurino interessi individuali che assumono preminenza rispetto alla necessità di garantire la massima estensione del principio di precauzione posto a tutela della salute pubblica. Non occorre il Green Pass per cure sanitarie urgenti, sottolineano i magistrati, né per l’acquisto di beni e servizi di prima necessità in condizioni del tutto peculiari o per accedere ai trasporti interregionali in condizioni di estrema necessità.Per i centri commerciali la scelta di adottare il pass deve tenere conto della specificità delle condizioni locali.
Prezioso poi il chiarimento secondo il quale fra le attività di intrattenimento per lo svolgimento delle quali è richiesto il pass non si devono annoverare quelle a carattere politico o sindacale, che rimangono dunque libere. Il Consiglio, inoltre, ha censurato la quarantena obbligatoria di dieci giorni per coloro che risultassero positivi al testanti Covid e ciò perché la misura appare violare il principio di proporzione in assenza di una valutazione delle condizioni sanitarie individuali che passi dal vaglio dell’autorità amministrativa o giurisdizionale.
Non è azzardato ritenere, quindi, che le argomentazioni delConsiglio costituzionale francese possano rappresentare un modello di diritto mite da cui trarre insegnamento anche in Italia.
di Rocco Todero

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