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No-vax danneggiano gli ospedali

Dopo il periodo degli avvertimenti, scattano le prime misure concrete e territoriali per contrastare i sanitari no-vax.

Finora gli altri avevano temporeggiato, ora il governatore della Toscana Giani per primo mette in campo il più ampio provvedimento nei confronti dei sanitari che non si sono vaccinati: sono già partite 4.500 lettere di sospensione dal servizio, e il concetto è chiaro, sul tema non si arretra di un punto. «Chi non intende vaccinarsi non può prendersi cura degli altri» ha precisato chiaro e tondo.

Una scelta che non è detto sia seguita dagli altri governatori, per due ragioni: intanto la norma prevede che gli operatori che non sono vaccinati non debbano per forza essere sospesi ma possano, ove possibile, anche essere ricollocati in altre mansioni (presumibilmente quelle dove non siano a contatto con i pazienti), e in secondo luogo perché dove le sospensioni sono iniziate è già nato il tema di come coprire quei buchi.

L’esempio è arrivato dalla provincia di Bolzano, con oltre 2mila sanitari no-vax, con tantissime sospensioni già partite ma anche con i colleghi vaccinati già costretti a un surplus di lavoro. Per questo aveva preso tempo in Veneto Zaia: lì i sanitari no-vax sono 16mila tra pubblico e privato, e anche ammettendo di rimescolare le mansioni, viene da sé che il buco non è praticamente colmabile.

Infatti di lettere di sospensione ne sono partite poco più di 200. Si punta più che altro a che molti si convincano con il solo spauracchio di un provvedimento. Di certo il tema di come gestire i buchi lasciati da chi non si vaccina andrebbe affrontato. Possibilmente prima che diventi un problema.

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