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Premio Nobel per la Pace, sedia vuota per Narges Mohammadi

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Sedia vuota oggi alla consegna del Premio Nobel per la Pace 2023 per l’iraniana Narges Mohammadi che si trova in carcere in Iran. A ritirare il premio, i figli gemelli Kiana e Ali

Premio Nobel per la Pace, sedia vuota per Narges Mohammadi

Sedia vuota oggi alla consegna del Premio Nobel per la Pace 2023 per l’iraniana Narges Mohammadi che si trova in carcere in Iran. A ritirare il premio, i figli gemelli Kiana e Ali
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Premio Nobel per la Pace, sedia vuota per Narges Mohammadi

Sedia vuota oggi alla consegna del Premio Nobel per la Pace 2023 per l’iraniana Narges Mohammadi che si trova in carcere in Iran. A ritirare il premio, i figli gemelli Kiana e Ali
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Un’assenza che si fa sentire. Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2023 all’iraniana Narges Mohammadi “per la sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e per la promozione dei diritti umani e della libertà per tutti”. Oggi, alla cerimonia di consegna del premio Nobel, a ritirarlo però Mohammadi non c’era poiché si trova in carcere in Iran. Al suo posto, a ritirare il premio, i figli gemelli Kiana e Ali (17 anni). “La società iraniana ha bisogno di un sostegno globale e voi, giornalisti e professionisti dei media, siete i nostri più grandi e importanti alleati nella difficile lotta contro la tirannia distruttiva del governo della Repubblica islamica – queste le parole scritte da Narges Mohammadi nel messaggio letto dalla figlia – Vi ringrazio sinceramente per i vostri sforzi, per tutto quello che avete fatto per noi”. “Sono una delle milioni di donne iraniane orgogliose e resistenti che si sono opposte all’ingiustizia/oppressione, alla repressione, alla discriminazione e alla tirannia – prosegue Mohammadi nel suo messaggio – Ricordo le donne anonime e coraggiose che hanno condotto una vita di resistenza in vari campi, nonostante la spietata repressione”. “Sto scrivendo questo messaggio da dietro le alte e fredde mura di una prigione – dichiara Narges Mohammadi – Sono una donna del Medioriente, di una regione che, sebbene erede di una ricca civiltà, è attualmente intrappolata nella guerra e preda delle fiamme del terrorismo e dell’estremismo. Sono una donna iraniana che è orgogliosa e onorata di aver contribuito a questa civiltà e che oggi è vittima dell’oppressione di un regime religioso tirannico e misogino”.

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