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Addominali col filtro

La nuova moda tutta maschile dei muscoli scolpiti con il laser: si chiama abdominal etching

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La nuova moda tutta maschile dei muscoli scolpiti con il laser: si chiama abdominal etching

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Addominali col filtro

La nuova moda tutta maschile dei muscoli scolpiti con il laser: si chiama abdominal etching

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La nuova moda tutta maschile dei muscoli scolpiti con il laser: si chiama abdominal etching

Si chiama abdominal etching (letteralmente “bassorilievo addominale”) ed è la nuova moda in fatto di chirurgia estetica declinata al maschile. Ovviamente arriva dal Sudamerica, patria del filler e delle protesi, ma si è diffusa rapidamente anche negli Stati Uniti e ora è sbarcata in Europa.

Si tratta di una procedura che utilizza principalmente la liposuzione laser – dunque meno invasiva di quella classica effettuata con le cannule – per scolpire gli addominali, disegnandoli come si fa appunto con un bassorilievo. In sostanza, il pannicolo adiposo presente sull’addome (che deve comunque essere di piccola entità, va detto) viene riorganizzato per mimare i ‘cubetti’ tipici della tanto agognata ‘tartaruga’. La parete muscolare viene poi grattata per far sì che aderisca al tessuto, creando un effetto ottico che riproduce l’addome dei palestrati doc.

All’apparenza, una delle tante scorciatoie per ottenere un fisico prestante senza troppi sforzi; nella sostanza, la follia di voler mettere un filtro al corpo reale come si fa con quello postato sui social media. Sì, perché quelli che sembrano addominali sono in realtà cubetti di sottili strati di grasso sottocutaneo e non hanno niente a che vedere con la muscolatura, ottenuta con rigidi piani nutrizionali e allenamento costante. Va poi detto che l’addome è di solito l’ultima zona del corpo a definirsi dopo mesi di allenamento, dunque è praticamente impossibile vedere un uomo con la tartaruga e braccia grasse a meno che, appunto, non abbia fatto ricorso alla chirurgia. Oltretutto i medici che propongono questo tipo di intervento mettono in guardia i futuri pazienti sulla necessità di non prendere peso dopo l’operazione, perché le cellule adipose eliminate per ‘disegnare’ i muscoli non si rigenerano ma quelle rimaste all’interno del ‘disegno’ sì. Il che significa rischiare di ritrovarsi con palloncini di grasso sull’addome che ricordano più una tartaruga ninja che l’attore e modello Jason Momoa.

Quest’ultima, folle tendenza mette ancora più in evidenza quanto la società tutta sia vittima di un dismorfismo corporeo latente, causato dall’abuso di immagini ritoccate: siamo talmente abituati a vederci filtrati da app & Co. che la nostra immagine reale ci disorienta. Ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo più in ciò che vediamo, quindi facciamo di tutto per modificarlo. Se fino a poco tempo fa questo meccanismo sembrava appannaggio del genere femminile, costretto per anni nelle gabbie dello stereotipo, ora la questione si fa più tristemente democratica e non risparmia nessuno.

Gli uomini che si sottopongono a questo tipo di intervento sono in egual misura etero e gay, a conferma del fatto che la società dell’apparenza ha unito tutti in un unico, diabolico mantra: «Devo apparire perfetto». E non importa se la tanto agognata perfezione appare innaturale, costa fino 30mila euro o provoca dolori post operatori atroci. Quello che conta è rientrare nello stereotipo, non sentirsi da meno, potersi togliere la maglietta senza vergogna. Fino alla prossima moda.

di Maruska Albertazzi

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