Nirvana, si riapre la causa per la copertina di “Nevermind”
La Corte d’Appello federale riapre il caso legato alla copertina di “Nevermind” dei Nirvana voluto da Spencer Elden, il bambino che nuotava inseguendo la banconota
Nirvana, si riapre la causa per la copertina di “Nevermind”
La Corte d’Appello federale riapre il caso legato alla copertina di “Nevermind” dei Nirvana voluto da Spencer Elden, il bambino che nuotava inseguendo la banconota
Nirvana, si riapre la causa per la copertina di “Nevermind”
La Corte d’Appello federale riapre il caso legato alla copertina di “Nevermind” dei Nirvana voluto da Spencer Elden, il bambino che nuotava inseguendo la banconota
AUTORE: Federico Arduini
Vi ricordate la causa legata alla copertina di “Nevermind” dei Nirvana? Sembrava una questione finita, dopo che il giudice di Los Angeles aveva respinto le richieste di Spencer Elden, il bambino ritratto nella cover, che aveva accusato la band di sfruttamento sessuale. Ebbene, ieri la Corte d’Appello federale di Los Angeles ha riaperto il caso sottolineando come, pur essendo la fotografia datata 1991, non si dovrebbe applicare la prescrizione.
«Esattamente come le vittime di diffamazione, anche le vittime di pornografia minorile subiscono un danno con la ripubblicazione del materiale pornografico», si legge negli atti. «Ne consegue che ogni pubblicazione di materiale pedopornografico può costituire un danno analogo a quelli causati dalla diffamazione e da altri attacchi della dignità della persona». Tutto da rifare dunque, anche se per gli avvocati degli accusati – Dave Grohl e Krist Novoselic, Courtney Love e diverse etichette discografiche insieme con il fotografo Kirk Weddle – non sarebbe nient’altro che«battuta d’arresto procedurale che non cambia il nostro punto di vista. Difenderemo con vigore questa causa priva di merito e ci aspettiamo di vincere».
A detta della difesa infatti, Elden “più volte nel corso degli anni si è fatto fotografare a pagamento rifacendo da adulto la scena della piscina“, oltre ad altri episodi come l’essersi tutuato il titolo dell’album sul petto e l’esser “apparso in un talk show indossando una tutina color carne in una parodia di se stesso oltre all’aver autografato copie di Nevermind per venderle su eBay usando inoltre la connessione coi Nirvana per cercare di rimorchiare donne”. Tutti atteggiamenti che, secondo loro, mal si concilierebbero a quello di qualcuno che sostiene di esser stato traumatizzato a vita dall’esperienza e dalla sue conseguenze. Non resta che attendere il regolare svolgimento del processo per sapere come si pronuncerà la legge.
di Federico Arduini
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- Tag: Evidenza, spettacoli
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