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Touchdown per il mondo del rap al Super Bowl 2022

Il 13 febbraio si disputerà il Super Bowl, il match di football americano più importante dell’anno. A sorpresa saranno 4 rapper, tra cui Eminem, a intrattenere il pubblico nell’halftime show. Non era mai successo. Ma questo è soprattutto il momento delle parole.

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This is history in the making”, tradotto: “Si sta facendo la storia”. Non sono le parole di un grande condottiero ma di Jay Z, produttore e rapper famoso in tutto il mondo nonchè marito di Beyoncé, dopo aver annunciato i cantanti che intratterranno il pubblico durante il celebre intermezzo del Super Bowl 2022, in programma il 13 febbraio al SoFi Stadium di Inglewood, California. Su cinque cantanti, quattro saranno dei rapper. È la prima volta che accade e la cosa non è assolutamente casuale.

Tra il secondo e il terzo tempo, si esibiranno Eminem, Dr. Dre, Snoop Dogg, Kendrick Lamar e Mary J. Blige, artista r&b, che ha già fatto parte di questo show nel 2001.

Jay Z è stato (molto probabilmente) cruciale per la scelta degli artisti poiché la Roc Nation, la sua agenzia di intrattenimento fondata nel 2008, dal 2019 ha una partnership con la NFL (National Football League), la maggiore lega professionistica nordamericana di football americano.

Nuova musica in arrivo? Probabile. Di sicuro una decisione che va oltre il semplice intrattenimento.

Scegliere proprio il rap come principale protagonista del Super Bowl è segno di quanto, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, ci sia la volontà di concentrarsi ancor più sulle parole piuttosto che sulla musica. E quale miglior genere musicale del rap, quello vero, è adatto per esprimere sentimenti come rabbia, soprusi e il proprio stato d’animo. Perché attraverso le rime non vengono trattati solo temi tipo il sesso, la droga o i soldi ma anche altri decisamente molto più profondi.

Comunicare, lanciare messaggi diretti alla società, sfogarsi ed esprimere concetti: c’è un enorme bisogno di lasciare per un attimo nell’angolo le “solite” canzoni, magari più orecchiabili e ballabili per la gente, e concentrarsi più che mai soprattutto sul messaggio che si vuol dare.

In questo evento si sono esibiti i più grandi cantanti della storia, da Paul McCartney a Prince ma le star di fama mondiale non sono mai stati i rapper. Basti pensare che, nonostante siano famosi da tanti anni, è la prima volta che Eminem (quest’anno 50enne con più di 25 anni di carriera) e gli altri partecipano all’halftime show. Un grande riconoscimento per un genere musicale come il rap che troppo spesso passa alla cronaca per il numero di giovani rapper morti in modo violento.

Per chi ama il rap e l’hip hop è un sogno ad occhi aperti vedere queste icone sullo stesso palco, in particolare dopo il beef (o anche detto dissing, ovvero quando ci si scambiano insulti nelle canzoni) del 2020 avvenuto proprio tra Eminem e Snoop Dogg, poco dopo riappacificati. Grande attesa ed emozione, invece, nel rivedere sullo stesso palco il rapper bianco di Detroit e Dr. Dre, proprio colui che lo scoprì.

Inizialmente prerogativa solo delle persone di colore, in particolare per la faida tra West Coast ed East Coast con Tupac e The Notorious B.I.G. principali protagonisti, sono enormi i passi avanti fatti da questo genere musicale, sempre più necessario, in particolare, per i giovani.

Il vero touchdown quest’anno sarà fatto, oltre che con il pallone, di parole.

 

di Filippo Messina

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