Ginnastica ritmica shock (due anni dopo). Emanuela Maccarani licenziata per i presunti maltrattamenti alle allieve
Si volta pagina nella ginnastica ritmica italiana. Un passo pesante (tardivo) che segna un cambio di passo. L’era di Emanuela Maccarani è finita. Rimossa dal suo ruolo di guida delle “farfalle”, delle ginnaste italiane

Ginnastica ritmica shock (due anni dopo). Emanuela Maccarani licenziata per i presunti maltrattamenti alle allieve
Si volta pagina nella ginnastica ritmica italiana. Un passo pesante (tardivo) che segna un cambio di passo. L’era di Emanuela Maccarani è finita. Rimossa dal suo ruolo di guida delle “farfalle”, delle ginnaste italiane
Ginnastica ritmica shock (due anni dopo). Emanuela Maccarani licenziata per i presunti maltrattamenti alle allieve
Si volta pagina nella ginnastica ritmica italiana. Un passo pesante (tardivo) che segna un cambio di passo. L’era di Emanuela Maccarani è finita. Rimossa dal suo ruolo di guida delle “farfalle”, delle ginnaste italiane
Si volta pagina nella ginnastica ritmica italiana. Un passo pesante, sicuramente tardivo, ma che segna un cambio di passo. L’era di Emanuela Maccarani è finita. Rimossa dal suo ruolo di guida delle “farfalle”, delle ginnaste italiane.
Una storia chiusa dopo 30 anni da parte della federazione. E precisamente dal neoeletto presidente Andrea Facci. A oltre due anni dall’inchiesta della Procura di Monza sui maltrattamenti alle giovani allieve della ritmica.
Pressioni psicologiche, soprusi, modalità afflittive di controllo del peso sulle ginnaste. Racconti angoscianti che hanno scosso l’ambiente della ginnastica italiana. Svelando dei metodi che avrebbero influito anche sul rapporto con il cibo delle ragazze all’interno dell’Accademia di Desio. Il centro tecnico in cui si prepara la nazionale di ritmica femminile.
Una vicenda che è deflagrata nell’ottobre del 2022. Con la confessione di Nina Corradini e poi dalla collega Anna Basta. Che avevano denunciato maltrattamenti e umiliazioni subìti da adolescenti mentre frequentavano l’Accademia. E che non si sono arrese neppure l’anno scorso. Rilanciando le accuse e chiedendo un nuovo processo per la loro ex guida tecnica. Che nel 2023 aveva ricevuto una semplice ammonizione. Nonostante il carico pesante di accuse, di testimonianze delle sue ex “farfalle”.
La svolta sul caso Maccarani, allenatrice che ha prodotto campionesse e che forse per questo motivo è stata estremamente protetta dalla Federginnastica, si è avuta due settimane fa. Con il tribunale di Monza che – in presenza di nuovi elementi a carico della direttrice del centro di allenamento di Desio – ha respinto la richiesta di archiviazione per le accuse nei confronti di Maccarani e aveva disposto la sua imputazione coatta, cioè un provvedimento con cui si impone alla procura di chiedere il rinvio a giudizio delle persone indagate.
Ma che l’aria fosse cambiata per l’allenatrice delle farfalle era palese da dicembre, quando il procuratore generale del Coni aveva deciso di riaprire il caso, ritenendo che sino a quel momento non fosse stato condotto in modo corretto. E che la fine dell’era Maccarani nella ginnastica ritmica italiana non fosse legata solo al cambio al vertice della Federginnastica lo si legge nelle prime parole del presidente Facci.
In sostanza, Maccarani sarebbe stata coperta, “perdonata” perché l’obiettivo primario erano i Giochi olimpici di Parigi: “Personalmente ritengo che si sia cercato di gestire la situazione in funzione dell’obiettivo delle Olimpiadi e penso che sia molto facile con il senno di poi commentare le scelte altrui. Dico che questa vicenda durata così tanto ha colpito molto e ha avuto una ricaduta emotiva che non ha giovato all’ambiente. Ci sono dei procedimenti giudiziari in atto e mi son ritrovato con dei nodi che sono arrivati al pettine, dunque ci si trova a fare delle valutazioni. Alcune cose hanno danneggiato il nostro ambiente e me ne dispiace, ma ora vorrei porre l’accento più sul futuro che sul passato”.
Per l’ex direttrice tecnica dell’Accademia di Desio e allenatrice della nazionale di ginnastica ritmica si annuncia a questo punto una richiesta di rinvio a giudizio e una nuova udienza preliminare. E ora potrebbe esserci anche la riapertura del processo sportivo.
di Nicola Sellitti
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Tag: Italia
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