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Se l’auto elettrica viene a costare come un Ferrari

Tempi duri per la mobilità green. Dopo la pioggia di ecoincentivi per l’acquisto di auto elettriche degli ultimi anni, il Governo chiude i rubinetti per il 2022. Non solo: a partire dal 10 gennaio il prezzo dei kw nelle colonnine di ricarica aumenterà del 55%. 

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Ci sono notizie sconfortanti –  al momento –  per il mercato delle auto elettriche.

Nel 2022 non saranno più  disponibili incentivi per chi sceglie un’auto a emissioni zero, facendo dell’Italia l’unico tra i grandi Paesi europei a non promuoverne l’acquisto. Il tema rimarrà invariato per almeno i primi 4 mesi dell’anno, in attesa di un nuovo provvedimento che possa riaprire il discorso. 

Nel 2021 le vendite di auto elettriche in Italia sono raddoppiate rispetto al 2020. Sono state immatricolate 67.255 raggiungendo il 9,35% sul mercato totale, contro il 4,33% dell’anno precedente. Quest’anno saranno mesi difficili per le case automobilistiche, costrette in ogni caso ad immatricolare auto elettriche per evitare una multa di 95 euro per ogni singolo grammo di CO2 emesso, oltre il limite stabilito dalla Ue. L’unione costringe infatti i concessionari a non superare – per i nuovi veicoli immatricolati – una media di 95 grammi per chilometro sul 100% delle vendite effettuate. Procedimenti rigidi che consentirebbero di raggiungere l’ambizioso piano di decarbonizzazione entro il 2035 se non fosse che dal 10 gennaio è atteso un aumento del 55% nel prezzo per ogni kWh. 

Enel X e Be Charge – i due principali operatori nell’ambito delle ricariche fast nel nostro Paese – hanno confermato gli aumenti con un messaggio ai loro clienti in cui si dice “che il prezzo rimarrà invariato fino al 10 gennaio 2022 con un costo di  0,40 euro/kWh per le Quick – in corrente alternata – e 0,45 per le Fast, per poi passare ad un considerevole aumento” . 

Notizie come queste non fanno che remare contro gli obiettivi di decarbonizzazione che si vorrebbe raggiungere entro il 2035 e allontanare l’idea – per quanto utopistica – delle cosiddette “metropoli del futuro”, un modello di città su cui gli esperti della mobilità sostenibile dibattono assiduamente. Ci è tornato su, proprio di recente in un’intervista rilasciata a Dubai durante una riunione per la promozione della terra dei motori Italiani, anche Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato e Socio di Dallara Automobili dal 2007. L’idea di base è quella di avere un giorno delle città che si svilupperanno nel sottosuolo per accogliere la mobilità veloce e green. Si muoverà alla luce del sole, invece, chi vorrà andare a piedi o prendere i mezzi pubblici. 

Ovviamente per molti si tratta solo di un azzardo che non troverà mai applicazione, soprattutto nei centri storici delle città. Ma, a prescindere, incentivare la micro mobilità elettrica attraverso l’implementazione di ulteriori colonnine elettriche – purtroppo ancora poco diffuse – è una strada che va perseguita senza dubbi. Anche se, come detto, il 2022 sarà un anno particolare in cui fare i conti con gli aumenti dei prezzi generali dell’energia che faranno schizzare il costo per km percorso in “modalità green”.

L’ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – ha spiegato che i rincari “riflettono il trend di forte crescita delle quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e del prezzo della Co2″. La produzione di energia elettrica deriva soprattutto dalle centrali di gas il cui prezzo sul mercato di riferimento europeo da gennaio a dicembre 2021 è aumentato di quasi il 500%, da 21 a 120 euro per MWh.

A fronte di questi continui rincari saranno inevitabili le ripercussioni economiche di chi già possiede un’auto elettrica; chi invece progettava di acquistarne una potrebbe ripiegare su un’auto tradizionale a discapito dell’ambiente ma non del proprio portafogli.

 

di Marco Mauri

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