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33 anni fa la strage di Capaci. Mattarella: “Una ferita tra le più profonde della nostra Storia”

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Il 23 maggio 1992 è il giorno in cui venne scritta una terribile pagina della Storia dell’Italia. È il giorno della strage di Capaci. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Strage di Capaci

33 anni fa la strage di Capaci. Mattarella: “Una ferita tra le più profonde della nostra Storia”

Il 23 maggio 1992 è il giorno in cui venne scritta una terribile pagina della Storia dell’Italia. È il giorno della strage di Capaci. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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33 anni fa la strage di Capaci. Mattarella: “Una ferita tra le più profonde della nostra Storia”

Il 23 maggio 1992 è il giorno in cui venne scritta una terribile pagina della Storia dell’Italia. È il giorno della strage di Capaci. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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Il 23 maggio 1992 è il giorno in cui venne scritta una terribile pagina della Storia dell’Italia. È il giorno della strage di Capaci. Quando una carica d’esplosivo venne fatta esplodere al passaggio dell’auto del giudice Giovanni Falcone. E di quelle degli agenti della sua scorta.

Una cicatrice che resta.

La strage di Capaci e le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

“L’attacco feroce e sanguinario che la mafia compì trentatré anni or sono a Capaci, e che ripeté in via D’Amelio a Palermo, costituisce una ferita tra le più profonde della nostra storia repubblicana.

Il primo pensiero, commosso oggi come allora, va a chi perse la vita: Giovanni Falcone insieme a Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. A loro è unito indissolubilmente il ricordo di Paolo Borsellino, di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Servitori dello Stato, che la mafia uccise con eclatante violenza per piegare la comunità civile.

Quelle tragedie generarono una riscossa della società e delle istituzioni. L’azione stragista svelò la minaccia alla libertà di ogni cittadino. Il contrasto alla mafia si intensificò. Fino a scardinare le posizioni di comando dell’organizzazione criminale.

‘La mafia, come ogni fatto umano, ha avuto un inizio ed avrà anche una fine’. Questo ripeteva Falcone, sollecitando coerenza e impegno educativo, spronando chiunque nella società a fare la propria parte insieme alle istituzioni, a ogni livello.

La mafia ha subìto colpi pesantissimi, ma all’opera di sradicamento va data continuità, cogliendo le sue trasformazioni, i nuovi legami con attività economiche e finanziarie, le zone grigie che si formano dove l’impegno civico cede il passo all’indifferenza.

Nella memoria viva di Falcone e Borsellino, il 23 maggio è diventata la Giornata della legalità, perché occorre tenere sempre alta la vigilanza, coinvolgendo le nuove generazioni nella responsabilità di costruire un futuro libero da costrizioni criminali”.

Capaci di ricordare. Capaci di non voltare le spalle. E capaci di non far finta di niente.

Mai dimenticare.

di Filippo Messina

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