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Imprenditore compra un palazzo per i suoi operai migranti

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Paolo Giuggia, Ad di una ditta di costruzioni di Mondovì, visto che – a detta sua – i residenti sono “restii“ ad affittare le abitazioni ai suoi dipendenti (quasi tutti migranti) ha comprato loro un palazzo

Imprenditore compra un palazzo per i suoi operai migranti

Paolo Giuggia, Ad di una ditta di costruzioni di Mondovì, visto che – a detta sua – i residenti sono “restii“ ad affittare le abitazioni ai suoi dipendenti (quasi tutti migranti) ha comprato loro un palazzo

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Imprenditore compra un palazzo per i suoi operai migranti

Paolo Giuggia, Ad di una ditta di costruzioni di Mondovì, visto che – a detta sua – i residenti sono “restii“ ad affittare le abitazioni ai suoi dipendenti (quasi tutti migranti) ha comprato loro un palazzo

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La notizia sembra ritagliata apposta per il Natale: l’amministratore delegato di una ditta di costruzioni di Mondovì, in provincia di Cuneo, ha deciso di prendere di petto il problema che si è andato generando negli ultimi anni per l’estrema difficoltà di trovare una casa ai dipendenti della sua azienda, nella quasi totalità immigrati extracomunitari. Anche rifugiati.

Visto che, a detta dello stesso Ad, i residenti sono “restii“ ad affittare le abitazioni ai suoi dipendenti, prima ha cominciato ad affittare interi alberghi, poi ha comprato una palazzina, avviato i lavori per realizzare 15 appartamenti e l’ha messa a loro disposizione.

Intendiamoci, anche il solo pensare a una soluzione del genere ha indiscutibilmente del natalizio, figuriamoci realizzarlo, ma siamo convinti che qui i buoni sentimenti abbiano avuto il loro peso, ma non spieghino tutto.

Che l’amministratore delegato Paolo Giuggia, dell’omonima ditta di costruzioni Giuggia sia una persona attenta, molto attenta ai problemi dei propri dipendenti è evidente e la cosa gli fa grandissimo onore. Crediamo, però, che abbia agito in questo modo anche per garantire efficienza, produttività, profitto e futuro alla propria azienda. Il che non rende la notizia meno natalizia, anzi!

Come sostiene lo stesso Giuggia: “l’Italia ha bisogno di questi lavoratori“, non solo la sua azienda. E ha assolutamente ragione.

O capiremo che l’accoglienza non è un tema di buoni sentimenti, di posizioni politiche, di ideologia d’accatto o perderemo manodopera fondamentale e – cosa alla lunga ben più grave – talenti di cui abbiamo fame assoluta.

Con buona pace di chi insiste a parlare di “invasioni” e “sostituzioni etniche” o di “accoglienza” indiscriminata e fine a se stessa.

di Fulvio Giuliani

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