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Meteo estremo, previsioni e prevenzione

L’alluvione che ha devastato le Marche e altri fenomeni meteorologici estremi, ci impongono di operare una pulizia coordinata e continua dei nostri corsi d’acqua. Prevenire, come sempre, anziché curare.

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Fenomeni metereologici estremi non possono che creare danni enormi e tragedie. La polemica sulle previsioni metereologiche ha la stessa lugubre consistenza di quella fatta sulla prevedibilità dei terremoti. Non ha senso.

Non di meno l’intensità di questi fenomeni si ripete ed è più che probabile che si ripresenti. Dalle immagini che sono state diffuse si vedono anche fiumi che hanno spinto tronchi e detriti verso i ponti, tappando lo scorrimento delle acque. Su queste colonne, nel corso dell’estate, quando la siccità è stata altrettanto grave, ragionavamo sull’opportunità offerta dal disagio: i fiumi in secca potevano essere più agevolmente ripuliti e messi in sicurezza.

Questo aspetto della faccenda è colpevolmente trascurato, considerato che è patrimonio culturale plurisecolare, dall’agricoltura alla caccia, il mantenere puliti e scorrevoli i corsi d’acqua. In nome di un’assai malintesa tutela dell’ambiente e del paesaggio, però, molte di quelle attività, in capo a cittadini e imprese, sono state rese impossibili quando non considerate reato. I Comuni stessi sono impediti dall’intervenire e, comunque, questo è un lavoro che va fatto ben al di là dei confini municipali o, quanto meno, in maniera coordinata e continua.

Non si può comandare al cielo cosa debba fare, ma su questa terra si possono fare molte cose che pur non impedendo le piogge esagerate possono e debbono evitarne le aggravanti. La tutela dell’ambiente impone di intervenire nel e sull’ambiente, non di lasciarlo devastare.

 

di Sofia Cifarelli

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