Modena, le polemiche pelose di destra e sinistra sugli immigrati
Le polemiche, alcune delle quali sguaiate, seguite ai fatti di Modena hanno ovvie finalità politiche immediate
Modena, le polemiche pelose di destra e sinistra sugli immigrati
Le polemiche, alcune delle quali sguaiate, seguite ai fatti di Modena hanno ovvie finalità politiche immediate
Modena, le polemiche pelose di destra e sinistra sugli immigrati
Le polemiche, alcune delle quali sguaiate, seguite ai fatti di Modena hanno ovvie finalità politiche immediate
Le polemiche, alcune delle quali sguaiate, seguite ai fatti di Modena hanno ovvie finalità politiche immediate. C’è chi, senza farne mistero, cerca di cavalcare l’episodio per guadagnare uno spazio elettorale, una posizione di vantaggio anche rispetto agli alleati.
C’è poi, a nostro parere, un livello più sottile e meno evidente: gli attacchi e le risposte non meno acide alle polemiche medesime servono a distribuire facili illusioni.
Quelle più classiche, in cui si imputa genericamente “all’immigrato” la responsabilità della nostra diminuita sicurezza – o senso di insicurezza, che è il vero elemento elettoralmente prezioso – fornendo in modo implicito la comoda teoria del poter recuperare certezze e sicurezze dei “bei tempi andati” limitandosi ad ascrivere ogni responsabilità allo straniero.
Senza distinzioni fra la stragrande maggioranza che contribuisce in modo decisivo al nostro tenore di vita e la minoranza che si rende protagonista di illeciti o atti criminali.
È sempre lo stesso riflesso condizionato che garantisce facili dividendi elettorali
È sempre lo stesso riflesso condizionato che garantisce facili dividendi elettorali, con la gravissima controindicazione di avvelenare pesantemente i pozzi del nostro vivere civile.
Perché quando si confondono i piani, si urla di remigrazione o di revocare i permessi di soggiorno, ma si sta parlando di un tragico episodio con protagonista un cittadino italiano, si fa solo confusione. Si spaccia per facile ciò che è difficile per natura: condurre verso un’evoluzione lineare e non a strappi società che sono enormemente più complesse di 50 o 60 anni fa.
Fatti come quello di Modena ci trovano scoperti e impreparati
Si raccontano storie di fughe in avanti o indietro e non vale solo per chi urla “allo straniero”. Vale, eccome se vale, anche per chi riduce tutto alla negazione dei problemi, a un generico richiamo all’accoglienza fine a se stessa che rischia di tramutarsi in un peloso volemose bene, tipico di chi poi non ci vive nei quartieri borderline. Lì dove la convivenza pone problematiche che solo la superficialità e il calcolo possono spingere a ignorare.
Abbiamo sempre fatto un esempio, fra i tanti possibili: le scuole elementari.
Che razza di integrazione si può ottenere in istituti pubblici da cui le famiglie italiane (che possono) scappano per evitare un eccesso di concentrazione di bimbi che non parlano o parlano appena l’italiano? Di famiglie che non sempre sono disposte anche alle più elementari forme di integrazione?
Fatti come quello di Modena, figli della follia e purtroppo anche dell’emulazione, ci trovano drammaticamente scoperti e impreparati. Dovremmo riflettere e invece cerchiamo scorciatoie.
di Fulvio Giuliani
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