Uccise in gravidanza: Giulia Tramontano richiama alla mente Jennifer Zacconi
| Cronaca
Uccise in gravidanza: il caso Giulia Tramontano ha richiamato alla mente quello di Jennifer Zacconi. Perché chi ha ucciso Giulia deve essere condannato per duplice omicidio
Uccise in gravidanza: Giulia Tramontano richiama alla mente Jennifer Zacconi
Uccise in gravidanza: il caso Giulia Tramontano ha richiamato alla mente quello di Jennifer Zacconi. Perché chi ha ucciso Giulia deve essere condannato per duplice omicidio
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Uccise in gravidanza: il caso Giulia Tramontano ha richiamato alla mente quello di Jennifer Zacconi. Perché chi ha ucciso Giulia deve essere condannato per duplice omicidio
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Il caso di Giulia Tramontano ha richiamato alla mente quello di Jennifer Zacconi, la ventenne che nel 2006 venne sepolta ancora viva dal suo aguzzino, Lucio Niero, condannato nel 2008 a trent’anni di carcere. Per Niero, sposato e già padre di due figli, quel bambino che Jennifer portava in grembo e che sarebbe nato da lì a due settimane rappresentava solo un problema da eliminare.
Quel bambino non era ancora nato ma aveva già un suo nome, una sua identità: si chiamava Hevan. La cameretta era stata allestita e tutto era pronto per accoglierlo alla vita. Non era pronto però il padre, per cui Hevan era una nullità, non un essere vivente. Nemmeno la Procura lo considerò tale dato che condannò Niero solo per l’omicidio della donna e non per duplice omicidio che in ogni caso avrebbe scontato la massima pena, ovvero 30 anni, dato che in Italia – a differenza degli Stati Uniti dove gli anni si sommano – non si può andare oltre l’ergastolo (la differenza, semmai, l’avrebbe fatta sul fronte dei risarcimenti).
All’indomani della tragedia – qualcuno ne porterà ancora il ricordo – alcuni giornali, non senza polemiche, decisero di pubblicare in prima pagina il corpicino del piccolo immediatamente dopo l’autopsia, per farne vedere gli occhi, la bocca, le mani e i piedini perfettamente formati, chiedendosi se Hevan non dovesse essere considerato un essere umano fatto e finito.
Alessandro Impagnatiello, il presunto mostro che oggi ha confessato l’omicidio di Giulia, incinta di 7 mesi, è ora indagato per omicidio e interruzione di gravidanza non volontaria.
Se il piccolo Thiago possa essere considerato una vittima tanto quanto la madre non spetta a noi dirlo ma al nostro legislatore. Lo spieghi in modo convincente in primis ai genitori di Giulia, che non hanno perso solo una figlia ma anche un nipote.
di Ilaria Cuzzolin
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