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La sicurezza in auto, figlia del Motorsport

Esattamente 66 anni, l11 giugno 1955, a Le Mans si verificò la più grave tragedia della storia dello sport automobilistico.

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Durante la leggendaria ‘24 Ore’, la Mercedes Benz 300 SLR di Levegh, dopo un tamponamento con lAustin di Macklin, prese il volo schiantandosi sulla barriera che divideva la pista dalla tribuna, causando la morte di 84 persone e il ferimento di 120.

 Tanti, troppi lutti vengono associati a un periodo nel quale non esisteva la cultura della sicurezza.

Analizzando il passato della Formula 1, la classe regina delle corse automobilistiche, gli incidenti letali erano frequenti: solo dal 1963 al 1978 si registrarono più di 10 morti, una media di 1 morto ogni 15 gare, senza contare i feriti.

 Ma quali fattori contribuirono a queste disgrazie?

 I materiali poco resistenti con i quali venivano realizzate le tute dei piloti,le auto poco sicure, il design delle piste ed infine, quando cera,  linefficiente struttura medica e di soccorso.

 Tra gli episodi più eclatanti nel 1976 ricordiamo Niky Lauda, allora pilota della Ferrari che riuscì a salvarsi uscendo dallauto in fiamme grazie al supporto di altri piloti che si fermarono per prestare il primo soccorso ed evitare una terribile tragedia.

 Dopo la seconda metà degli anni 70 la Formula 1 si fece notare sempre di più grazie alla televisione.
È a questo punto che, anche per salvare la propria reputazione, la FIA (Federazione Internazionale dellAutomobile) iniziò a valutare delle contromisure per i numerosi decessi.

 Negli anni 80 vennero migliorate le gravi problematiche legate alla tempestività dei primi soccorsi e introdotti degli studi sulla resistenza delle monoposto al momento dellimpatto: i crash test.

 Ma la svolta decisiva avvenne nel 1994 con la morte di Ayrton Senna a Imola, uscito dalla curva del Tamburello a causa del cedimento del piantone dello sterzo, causando un impatto fatale.

Dopo quello shock globale, la sicurezza venne elevata a priorità N.1 in ogni processo decisionale.

Oggi, i nuovi regolamenti hanno portato il livello della sicurezza a standard altissimi: grazie allevoluzione tecnologica dei materiali si sono evitati incidenti che 40 anni fa sarebbero stati mortali.
È il caso di Romain Grosjean, uscito indenne dalle fiamme dopo un pericoloso impatto contro le barriere nel GP del Bahrain dello scorso novembre. Senza il sistema
Halo” che dal 2018 protegge la testa dei piloti e senza levoluzione tecnologica dei tessuti ignifughi oggi staremmo parlando di un nuovo, terribile lutto. 

di Marco Mauri

 

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