Affreschi, cortigiani, basiliche e potenti (Meloni)
L’opposizione che pensa di sfruttare una storia simile prendendola sul serio, dimostra una sconcertante mancanza di senso delle opportunità
Affreschi, cortigiani, basiliche e potenti (Meloni)
L’opposizione che pensa di sfruttare una storia simile prendendola sul serio, dimostra una sconcertante mancanza di senso delle opportunità
Affreschi, cortigiani, basiliche e potenti (Meloni)
L’opposizione che pensa di sfruttare una storia simile prendendola sul serio, dimostra una sconcertante mancanza di senso delle opportunità
All’inizio fai fatica a crederci, perché dovrebbe esserci un limite alla voglia di farsi notare. Perché non veniteci a raccontare che dipingi un angelo – anzi no, una Vittoria alata, che forse è pure peggio – con le fattezze (o almeno una somiglianza clamorosa, diciamo così…) della presidente del Consiglio in una basilica di Roma pensando di non essere notato.
Lo fai perché vuoi essere notato, come in qualche misura l’ineffabile parroco di San Lorenzo in Lucina, dove è comparso il volto clamorosamente simile a quello di Giorgia Meloni, (“Sì, è lei ma che problema c’è?!”), con l’aria di quello che non desidera polemiche. Fra lui e il pittore-“restauratore” non sapremo scegliere quale figura sia più emblematica di un certo modo di passare la vita a essere “più realisti del re”.
A dirla tutta, speri disperatamente di essere notato, che in particolare sia il capo a notarti e lodarti. Almeno in privato, perché metti pure in conto l’imbarazzo pubblico.
A parte l’inevitabile casotto politico che ne è emerso, c’è una domanda che lascia senza parole: ma in una basilica nel centro storico di Roma chiunque fa quello che vuole, senza che qualcuno controlli, verifichi, dia una semplice occhiata?
Tornando alla vicenda politica, abbiamo già detto degli storicamente pericolosi e dannosi cortigiani, che almeno un tempo avevano la buona creanza di farsi pagare per infilare il potente di turno (committente, in quel caso) nelle loro opere. Qui siamo al leccaculismo a gratis.
Quanto all’opposizione, pensare di sfruttare una storia simile prendendola sul serio, dimostra una sconcertante mancanza di senso delle opportunità. Bisognava andare sull’ironia – suggerimento non richiesto, ma come una madre non sposata che si professa cristiano-cattolica finisce sui muri di una basilica? – e invece si urla a baggianate tipo il culto della personalità e cose simili… L’effetto è più o meno simile alla qualità artistica del dipinto della discordia.
Di Fulvio Giuliani
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