Saluto all’ignoranza
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Acca Larentia, Roma: assistere alla pantomima di raduno del ventennio fascista lascia profondamente imbarazzati e anche un po’ impauriti
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Acca Larentia, Roma: assistere alla pantomima di raduno del ventennio fascista lascia profondamente imbarazzati e anche un po’ impauriti
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Acca Larentia, Roma: assistere alla pantomima di raduno del ventennio fascista lascia profondamente imbarazzati e anche un po’ impauriti
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Le fotografie piovute da via Acca Larentia, a Roma, durante l’annuale commemorazione dell’omicidio di due militanti missini nel 1978 – cui seguì la morte di un terzo, durante gli scontri con la polizia – sono disgustose.
L’esercizio della memoria non solo è opportuno, ma doveroso per tutte le vittime dei cupi anni degli estremismi e senza pensare di escludere nessuno. Assistere però, ancora una volta e all’alba del 2024, a quella triste e imbarazzante pantomima di raduno del ventennio lascia profondamente imbarazzati.
Vogliamo chiarirlo subito: quello che dirà o farà Giorgia Meloni può interessare fino a un certo punto. Perché se non fosse in grado di prendere le distanze da una simile cialtronata non riusciamo a vedere quale vantaggio potrebbe trarne, oltre che perdere un’occasione facile-facile per marcare le distanze da riferimenti che possono solo pesantemente danneggiarla.
Che ciascuno interroghi la propria coscienza, in ogni caso, davanti ai buffoni di nero vestiti.
Eppure dovremmo chiederci con forza: che razza di scuola hanno frequentato costoro? In che ambiente sono venuti su simili refusi, come abbiamo fatto a produrre un trionfo di ignoranza di queste dimensioni nel nostro Paese, che un giorno sì e l’altro pure decanta la Costituzione “più bella del mondo” e “figlia della Resistenza”? Su che libri hanno fatto finta di studiare o meglio: lo hanno mai letto un libro? C’è il reato – l’apologia di fascismo, difficile da contestare in questo caso – ma c’è soprattutto in ciascuno di loro il totale default di un sistema scolastico, educativo, formativo. Roba da mettersi le mani nei capelli, mentre questi signori tendono le braccia.
Anche tutti quelli che si stracciano le vesti, paventando un impossibile ritorno di camice nere, fez e idiozie del genere, dov’erano quando ci affannavamo a sottolineare che questo continuo vedere fascisti a ogni angolo avrebbe finito per intorpidire le coscienze? Questo sfinente “al lupo, al lupo” non trova una conferma in questa massa di imbecilli, ma in qualche misura ne è la causa. Se ci si abitua a dibattiti così sciocchi, riducendo per anni e anni il possibile ritorno di comunismi e fascismi a un rumore di fondo, tutto diventa una marmellata indistinta. Il brodo di coltura perfetto per questa gente senza vergogna, un briciolo di cultura e di senso della storia.
di Fulvio Giuliani
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