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Il Dipolo dell’Oceano Indiano e le catastrofi naturali nascoste dal Covid

La pandemia ha senza dubbio distolto l’attenzione dalle molte catastrofi naturali avvenuti nel 2020

Negli ultimi anni il mondo, quello che noi chiamiamoTerra, ci ha teso un po’ di scherzetti: possiamo dire che pian piano ci stia voltando le spalle, come se un amico ci tradisse. Ma la Terra non è la vera artefice di tutto questo: essa è solamente lo scenario, il palcoscenico dove a recitare è semmai la natura, con la sua grazia, con la sua bellezza e con la sua forza devastante e imponderabile.

L’anno che si è concluso resterà impresso nei libri di storia per gli impatti sanitario, economico-sociale e psicologico dovuti alla pandemia di Sars-CoV-2. Senza dubbio l’interesse mediatico è stato monopolizzato giornalmente da questo virus che ha sconvolto la vita di tutti quanti noi. Però con il rinchiuderci ci siamo dimenticati e disinteressati di cosa accadesse fuori, poiché il 2020 è stato anche un anno ricco di catastrofi naturali.

La natura è imprevedibile, ci attacca e ci difende quando lei lo crede più opportuno. Questo suo ‘comportamento’ è però alimentato dai cambiamenti climatici, a loro volta innescati dalla presenza dell’uomo, invadente e fastidiosa, che ha determinato effetti devastanti sul nostro pianeta. Alcune delle catastrofi naturali che sono state nascoste dal Covid hanno un protagonista ben preciso ovvero il Dipolo dell’Oceano Indiano.

In Australia, dove le stagioni sono opposte alle nostre, i primi mesi del 2020 hanno registrato ondate anomale di altissime temperature, con conseguente siccità, mentre le fiamme hanno devastato più di 18 milioni di ettari, avvolto 6 mila abitazioni e provocato la morte di 434 persone e di oltre un miliardo di animali selvatici. Questo evento è riconducibile appunto al Dipolo dell’Oceano Indiano, un’oscillazione termica irregolare innescata dai cambiamenti climatici.

Tale fenomeno, nel margine opposto, in Asia, ha invece innescato tutto il contrario ovvero basse pressioni che hanno inondato l’Indonesia con tempeste e alluvioni violentissime. Sembrerebbe anche che la sua azione abbia scatenato in India la nascita di enormi sciami di locuste in grado di distruggere in meno di 24 ore raccolti utili al sostentamento di milioni di persone.

di Fabio Portaluppi

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