Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Contro la cultura dell’abuso

| ,

Contro la cultura dell’abuso

| ,

Contro la cultura dell’abuso

| ,
Sono pensieri oscuri, schegge di ciò che ferisce il nostro bisogno di essere civili: l’illusione di un mondo diverso, negata dalle immagini della prevaricazione. È lo sconvolgimento che genera la violenza. Sempre. Non esiste assuefazione per chi crede nella civiltà. Pensiero oscuro è quello di uomini che, con l’ottusa convinzione del diritto a possedere, annientano la vita di donne che si sono confuse sino a credere che potesse essere amore. Ciò che colpisce non è solo che ciò accada ma che ogni volta che avviene ci sia spazio per stupirsi. Non dobbiamo stupirci, ma reagire; capire che certi gesti non sono prodotto dell’istinto né retaggio di tempi oscuri: la violenza è barbarie, parte del modo di essere degli uomini, che solo l’educazione può contenere.

L’uomo che concepisce di poter ricorrere alla forza, per ottenere ciò che desidera, è un essere irrisolto che non ha ricevuto adeguati strumenti culturali per andare oltre l’arroganza.

Certo, tutto questo è teoricamente condivisibile; purtroppo ciò che non è assolutamente sopportabile è quanto quotidianamente avviene: il numero delle donne vittime di omicidio nell’arco di un anno è emblematico di un orrore continuo, che deve essere fermato. Gli strumenti che il legislatore ha messo a disposizione, per tentare di arginare questa impressionante tragedia, sono tendenzialmente adeguati; ciò che occorre rafforzare è il contrasto alla cultura dell’abuso. Necessita formare coloro che devono utilizzare istituti che, altrimenti, sono solo orpelli formali; preparare il personale a capire che nulla di quanto può essere previsto in negativo è improbabile; facilitare l’accesso ai canali di soccorso; segnalare sin dalle fasi iniziali la situazione perché sia costantemente monitorata e perché non esistano pause di solitudine per le vittime. Soprattutto non omettere mai di ascoltare; non trattare con approssimazione narrazioni che paiono incerte, inverosimili: chi si accosta per avere aiuto spesso è condizionato da paure delle quali non è agevole percepire la profondità, da ansie e incertezze indotte da errati condizionamenti ambientali, da anni di sottomissione a regole ancestrali. La violenza contro la donna è un indice di inciviltà.   Di Cesare Cicorella

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

07 Aprile 2026
La nuova “Griglia di valutazione dell’orale della Maturità 2026”, il parere di una docente con 36…
05 Aprile 2026
Dall’introduzione del codice Ateco (96.99.92) per chi nella vita fa quel lavoro che non sparirà ma…
05 Aprile 2026
Il Papa lancia un appello diretto ai leader del mondo chiedendo di fermare i conflitti e scegliere…
01 Aprile 2026
Vale la pena fare un Phd? Al momento, il dottorato, sembra un percorso esclusivo per chi già può p…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI