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A 40 anni dagli esordi, il ritorno dei sempre giovani Duran Duran

“Future Past” è il nuovo album dei Duran Duran che per il  montaggio del videoclip “Invisible” si sono affidati a un’intelligenza artificiale.
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A 40 anni dagli esordi, il ritorno dei sempre giovani Duran Duran

“Future Past” è il nuovo album dei Duran Duran che per il  montaggio del videoclip “Invisible” si sono affidati a un’intelligenza artificiale.
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A 40 anni dagli esordi, il ritorno dei sempre giovani Duran Duran

“Future Past” è il nuovo album dei Duran Duran che per il  montaggio del videoclip “Invisible” si sono affidati a un’intelligenza artificiale.
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“Future Past” è il nuovo album dei Duran Duran che per il  montaggio del videoclip “Invisible” si sono affidati a un’intelligenza artificiale.
A sei anni dal loro ultimo lavoro in studio i Duran Duran sono ufficialmente tornati sulle scene con il nuovo singolo “Invisible”. Dopo un lungo silenzio e una prima apparizione all’ ”A Bowie Celebration Day” a gennaio, in occasione del rilascio del singolo lo scorso 19 maggio, la band ha annunciato la firma di un nuovo contratto discografico con la BMG e l’arrivo del nuovo album “Future Past”, atteso per il 22 ottobre 2021.  Un titolo che è un programma e segna un vero e proprio nuovo inizio, nell’anno dei quarant’anni del loro primo iconico album “Duran Duran”, ancora una volta all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. Perché per la realizzazione del videoclip di “Invisible”, la band si è affidata ad Huxley, una innovativa intelligenza artificiale che è stata capace, seguendo il testo e la musica del brano, di creare un montaggio video dal forte taglio onirico.  Ma per Le Bon e soci essere innovativi non è di certo una novità. I Duran Duran furono la prima band negli anni 80 a saper unire il sound della loro musica ad un utilizzo studiato della propria immagine. Si pensi ai loro primi videoclip e a quanto abbiano fatto scuola, perfetti per i passaggi televisivi nella neonata MTV. Capirono il potenziale di questo nuovo mezzo e dell’importanza di sperimentare con le nuove tecnologie: il loro primo videoclip per il brano “Planet Heart” fu girato su supporto VHS a costi irrisori rispetto a quanto normalmente accadeva.  Come ha raccontato Nick Rhodes in un’intervista di qualche anno fa:  “Volevamo utilizzare i migliori fotografi. Quando organizzavamo i concerti volevamo assicurarci di avere a disposizione le luci migliori e gli sfondi migliori, e così per la copertina degli album, i caratteri, e tutto quel genere di cose. E i video sono stati una grossa parte di tutto quello perché si trattava di una nuova tecnologia che era appena uscita. Penso che per la prima volta le persone abbiano iniziato a pensare seriamente a fare dei video per le canzoni.” Proprio per questi motivi, molti pensano ai Duran Duran come al primo vero archetipo di Boy band. Nonostante siano stati un’influenza innegabile, considerarli tali è senza dubbio limitante Non solo han sempre fatto della musica, del suonare veramente, il centro della propria produzione artistica, ma hanno saputo anche essere pionieri sia sotto l’aspetto compositivo, sia nell’utilizzo di nuove strumentazioni fino ad allora poco sfruttate. L’utilizzo dei sintetizzatori per creare più strati sonori fu senza dubbio una chiave fondamentale della costruzione del loro sound, come l’idea di traghettare nella New Wave la grinta della chitarra hard rock da arena. Ma anche la scelta di occuparsi personalmente dei remix dei propri brani certamente si rivelò azzeccata, rendendo molti dei loro grandi successi pezzi perfetti da ballare nelle discoteche.  Per sapere se anche il nuovo lavoro in studio, il quindicesimo da inizio carriera, saprà contenere brani iconici, hit radiofoniche o nuove sperimentazioni, non ci resta che attendere ottobre. Nel frattempo, possiamo sempre riascoltare i loro grandi classici che oggi come allora sanno far ballare ed emozionare generazioni intere.  di Federico Arduini

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