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Cliff Burton: 35 anni senza il bassista che aggraziò i Metallica

Cliff Burton, morto in un tragico incidente mentre era in tour, contaminò il Metal con la melodia. Cosa resta oggi della sua eredità?

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Quando si pensa ai membri più rappresentativi di una band, al di là del genere di appartenenza, la mente si posa quasi sempre su iconici front man e chitarristi.

Inutile negarlo: raramente gli altri membri sono ugualmente considerati, quanto meno dal pubblico mainstream. Eppure, la storia è piena di grandi musicisti che hanno saputo influire in modo fondamentale sul sound, sulla produzione e sull’estetica delle band di appartenenza, senza però appartenere a una delle due categorie di cui sopra.

Oggi ricade il 35esimo anniversario della morte di uno di loro, di un bassista che seppe lasciare il segno non solo sulla musica del suo gruppo, ma addirittura sull’intero genere Metal: Cliff Burton.

Cliff entrò nei Metallica solo nel 1982, scoperto durante un concerto dei suoi “Trauma” da James Hetfield e Lars Ulrich che rimasero colpiti dall’assurda performance di quella sera e dalla personalità del bassista. A detta dello stesso Hetfiled da lì in poi molto della musica e dell’estetica della band furono creazioni della mente di Burton.

Il lascito

Prima che bassista, fu pianista e compositore, motivo per cui molti fanno risalire a queste ragioni il suo particolare approccio al basso non solo come strumento ritmico, come tradizione voleva, ma anche come strumento melodico. Nel primo LP a cui lavorò insieme alla band, “Ride The Lightning” del 1984, sei degli otto brani lo vedono annoverato tra gli autori e l’influenza dei suoi studi – spazianti dal blues delle origini al jazz – si sentono tutte, soprattutto nei concerti live di quel periodo. Ancora più evidente il suo apporto al capolavoro della band e pietra angolare del genere “Master Of Puppets”, terzo album e primo per la Elektra Records, soprattutto nella capacità di aggiungere sfumature melodiche al muro del suono del gruppo, che prima del suo arrivo si muoveva nella direzione di un puro e crudo thrash metal.

Il 27 settembre 1986 Cliff Burton morì in un incidente stradale mentre si trovava sul bus tour della band. Il mezzo uscì di strada ribaltandosi, sbalzando fuori dal mezzo Cliff che finì schiacciato dal bus. Nonostante i pochi anni di attività, grazie alla sua personalità e l’estro artistico, ancora oggi Burton viene considerato uno dei migliori bassisti della storia e uno dei membri più amati dai fan della Band.

di Federico Arduini

 

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