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Papa Leone XIV e la “scomunica”

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È giusto sottolineare la glaciale e severissima presa di posizione di Papa Leone XIV sulle guerre che stanno angustiando il mondo e noi tutti

Papa Leone XIV

Papa Leone XIV e la “scomunica”

È giusto sottolineare la glaciale e severissima presa di posizione di Papa Leone XIV sulle guerre che stanno angustiando il mondo e noi tutti

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Papa Leone XIV e la “scomunica”

È giusto sottolineare la glaciale e severissima presa di posizione di Papa Leone XIV sulle guerre che stanno angustiando il mondo e noi tutti

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Diciamo la verità: se certe cose le avesse dette Papa Francesco non ci saremmo meravigliati e allo stesso tempo avremmo sottolineato con grande attenzione ed enfasi le critiche dure, nette e inequivocabili rivolte dal pontefice ai potenti della terra.

In particolar modo al Presidente degli Usa e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

Se non altro per onestà intellettuale, allora, dovremmo sottolineare con la stessa attenzione la glaciale e severissima presa di posizione di Papa Leone XIV sulle guerre che stanno angustiando il mondo e noi tutti.

Il primo Papa statunitense della storia non ha dovuto fare i nomi dei connazionali Donald Trump o J. D. Vance, Pete Hegseth o Marco Rubio: basta leggere quello che ha dichiarato.

Le (durissime) parole di Papa Leone XIV

Sabato 11 aprile, ha parlato di “Follia della guerra, di violazioni del diritto internazionale continue, di bambini che cadono vittime di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio”. La veglia straordinaria in San Pietro è stata voluta dal pontefice perché la preghiera è un “Argine al delirio di onnipotenza che si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”.

Il momento storico è così grave ed estremo che, sottolinea Papa Leone XIV, “Viene trascinato nei discorsi di morte persino il nome santo di Dio, il Dio della vita”.

E a questo punto che neppure l’osservatore più ben disposto nei confronti dell’amministrazione Usa, il fan più fanatico del mondo Maga può sottrarsi dal riconoscere l’identikit di Donald Trump. Per certi aspetti, ancor più dei suoi stretti collaboratori dai tratti messianici.

Gente che non si fa nessuno scrupolo nel fare riferimenti continui a Dio, a Gesù, al trascendente per motivare guerre e azioni militari.

Non è una scomunica – non è più tempo – ma è qualcosa che ci va molto, ma molto vicino.

di Fulvio Giuliani

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