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Cosa significano i termini “Bull market” e “Bear market”

Ogni giorno, specialmente in questo periodo, si parla di mercati in rialzo o in ribasso, di investitori in preda alla paura o carichi di entusiasmo, di indici come Dow Jones, Nasdaq e FTSE MIB. Quanti, però, conoscono il vero significato di questi termini e come funzionano i mercati finanziari?

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In questo articolo approfondiamo cosa significano i termini ‘bull market’ e ‘bear market’, due concetti base della finanza. Letteralmente questi termini significano ‘mercato toro’ e ‘mercato orso’. Immaginarci i due animali ci aiuta ad avere le prime risposte: il toro incorna verso l’alto, mentre l’orso, con la sua zampata, schiaccia verso il basso.

Infatti, ‘bull market’ indica un mercato rialzista, il ‘bear market’ un mercato ribassista. Un mercato rialzista indica una forte domanda e una debole offerta. In altre parole molti vogliono comprare, ma pochi sono disposti a vendere. Questa situazione genere un rialzo dei prezzi sul mercato in base alla legge della domanda e dell’offerta.

Siccome il mercato non vive di vita propria ma è determinato dalle scelte degli investitori, non va mai dimenticata la componente emotiva. Chiaramente nella situazione di bull market appena descritta c’è grande fiducia nel mercato e nell’economia da parte degli investitori.

Caratteristiche opposte ha il bear market, ovvero il mercato ribassista che si caratterizza per un’alta offerta e una scarsa domanda. In questa situazione il valore dei titoli crolla, proprio perché il bear market è frutto della paura e della diffidenza degli investitori nei confronti dell’economia e dei mercati. Tutti vogliono ‘scappare’ dal mercato e pochi ci vogliono entrare.

Al tempo stesso il ‘mercato orso’ è sicuramente la fase in cui può convenire acquistare proprio perché i prezzi sono bassi. “Buy the deep” si dice in gergo tecnico per indicare l’acquisto di azioni, obbligazioni, titoli o materie prime quando i prezzi sono molto bassi. La difficoltà, però, sta proprio nel capire quando si è davvero toccati il “deep”, il “fondo”, e quando questo non è ancora finito.

Quindi il fine degli investitori è chiaramente quello di vendere a un prezzo più alto di quello d’acquisto. La sfida è prevedere l’andamento dei mercati dato che a tal fine non esistono regole scolpite nella pietra.

Per questo, anche se si decide di investire durante un mercato ribassista nella speranza di un nuovo aumento dei prezzi, prima che ciò accada è probabile che ci siano delle perdite più o meno significative.

Una linea guida per determinare se siamo in una fase di bull o di bear market è l’analisi e l’osservazione di lungo periodo. Piccoli movimenti degli indici possono essere sinonimi di trend momentanei o di piccole correzioni di mercato. In genere, una variazione di 15-20 punti percentuali del valore di più indici può essere sinonimo di una variazione significativa dal bull market al bear market, o viceversa.

Di Giovanni Palmisano

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