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“First reaction: shock”, buona la prima!

Molti ragazzi trovano divertente guardare sui social la prima reazione dei loro coetanei a una nuova canzone o a un videogame. Siamo diventati un popolo di guardoni così svogliato da trovare divertenti video del genere?

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Guardare gli altri fare cose. Il gusto c’è e si vede, nel vero senso della parola. Sempre più giovani passano il loro tempo davanti a un monitor a osservare gli altri compiere azioni che, in tutta sincerità, potrebbero svolgere loro stessi in prima persona. Non sarebbe più divertente? A quanto pare no dato che tantissimi ragazzi rimangono ammaliati dalle capacità che hanno alcuni loro coetanei nel giocare ai videogame.

Un filone che risponde a questa esigenza e che, infatti, sta spopolando sui social è quello dei cosiddetti “Reaction video” dove viene mostrata, per esempio, la reazione di una o più persone mentre ascoltano una canzone mai sentita prima o guardano un video con “gente che fa cose”. Sullo schermo contemporaneamente viene fatto vedere il video originale a cui i protagonisti stanno assistendo nel momento in cui si filmano.

Può sembrare assurdo ma è proprio così: ore e ore davanti al computer o al cellulare unicamente per vedere le reazioni altrui, genuine o forzate esse siano.

Ma perché siamo arrivati a seguire così assiduamente video del genere? È anche questa volta colpa della pandemia? Sì ma non del tutto. Sicuramente i continui e, spesso, lunghi lockdown dovuti al Covid 19 hanno fatto “esplodere” questo fenomeno, in modo particolare tra i giovani che hanno passato molto tempo a casa davanti al pc. La realtà però è che già da tempo circolano in rete video di questo tipo.

Il primo video di una reazione divenuta virale sul web risale addirittura al 21 maggio 2006 quando viene filmato un ragazzo che, mentre giocare al pc, vede all’improvviso apparire di fronte a sé, a tutto schermo, una faccia mostruosa. Le sue immediate reazioni sono urlare e tirare un pugno fortissimo che buca, nel vero senso della parola, lo schermo del pc. Finito in rete, il filmato diventa da subito uno tra i più conosciuti.

Il fenomeno però è mutato nel tempo: ora sono le persone stesse a filmare le proprie reazioni e a metterle online.

Chi guarda video del genere si aspetta di vedere letteralmente delle “First reaction: shock!”. Proprio queste ultime parole non vengono usate a caso e chi utilizza i social network lo sa molto bene. Sono infatti diventate virali su internet grazie a un video di un’intervista di Matteo Renzi alla BBC nel 2016 (diffuso in rete anni dopo) in cui pronuncia questa frase in un inglese stentato con un tono che a molti risulta esilarante.

 

Il “successo” di questo brevissimo video (dura circa 3 secondi) porta l’ex Premier a diventare anche protagonista di diversi meme in cui vengono mostrate persone, anche molto famose come Leonardo DiCaprio, mentre hanno espressioni particolari, spesso divertenti. Nel caso di Renzi, ad esempio, il video in cui dice proprio le parole “First Reaction: shock!”.

I video First Reaction possono avere diversi protagonisti: si passa dai giovani gemelli americani Tim e Fred Williams che, filmando la loro reazione mentre ascoltano la famosa canzone “In the air tonight” di Phil Collins nel loro canale youtube “TwinsthenewTrend” (“Gemelli la nuova tendenza” in italiano) ottengono ben 9,3 milioni di visualizzazioni, passando per No Life Shaq, youtuber americano le cui reazioni a canzoni rap come quelle di Eminem e Tupac circolano in tutto il mondo, fino ai bambini che ascoltano canzoni di molti anni fa o agli anziani a cui vengono fatti sentire nuovi generi musicali lontani da loro, in particolare rap e trap.

Il boom di questi video si è avuto grazie a piattaforme come YouTube e Twitch dove i ragazzi vanno spesso in diretta anche mentre, per esempio, utilizzano un videogioco. Molte di queste persone sono diventate nel tempo delle vere e proprie celebrità del web.

Certo, se ne è fatta molta di strada da quel tipo di comicità (vedere gli altri spaventarsi a scherzi più o meno divertenti) ad altri “format” più moderni come quelli degli influencer Khaby Lame e Czn Burak o agli e-sports, veri e propri tornei seguitissimi da tantissima gente che assiste ai ragazzi mentre si sfidano tra loro ai videogame.

Sarebbe decisamente meglio essere protagonisti delle proprie emozioni, sicuramente reali, piuttosto che vivere soprattutto quelle altrui altrimenti si rischia di dare visibilità anche a chi, purtroppo, su questi video ci marcia fingendo di avere certe reazioni.

Anche se in un mondo virtuale, il vero “First reaction: shock!” dovrebbe essere reale.

 

di Filippo Messina

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