app-menu Social mobile

Inquadra e leggi gratis
La Ragione su app

Quel “femminismo” che odia gli uomini non ci rappresenta

La parità è lontana dall’essere raggiunta ma la disinformazione fa emergere un falso femminismo in cui i nemici sono gli uomini.

|

 

Si sente sempre più parlare di femminismo, movimento evolutosi in secoli di cambiamenti socio-politici e che oggi, nella sua quarta ondata, ha aggiunto tra le sue battaglie quelle contro le discriminazioni razziali e l’omo-bi-transfobia. Ciò che spesso viene ignorato è che il femminismo intersezionale contrasta anche la cosiddetta “mascolinità tossica”, mezzo di cui si serve il patriarcato per imporre agli uomini i ruoli di genere annullando la loro sensibilità e i loro desideri tramite adagi come “i veri uomini non piangono”.

 

Le aspettative che la società ha sugli uomini sono fonte di grande frustrazione, infatti se le donne sono dissuase dal raggiungere l’indipendenza perché deboli, sensibili e inclini all’accudimento, agli uomini è preclusa la cura dei propri cari perché la società li vuole distaccati, operosi e lontani da qualsiasi debolezza emotiva.

 

Ma se il femminismo ha come obiettivo il raggiungimento della parità, allora perché è considerato da alcuni un movimento che odia gli uomini? La risposta ce la danno i social, dove individui male informati che attribuiscono al femminismo ideali tossici raggiungono la popolarità mediatica più degli attivisti realmente informati, portando a credere che tutto il movimento sia solo un covo di isteriche misandriche.

 

I danni del “femminismo dell’odio” sono innumerevoli: l’odio verso gli uomini viene esaltato dai media e “femminista” diventa un insulto per definire una persona che non vuole l’eguaglianza ma l’oppressione degli uomini e il dominio delle donne. Inutile dire che le vittime di tale sovvertimento della realtà sono tanto le donne, le quali rivendicazioni vengono costantemente sminuite e silenziate al grido di “voi odiate gli uomini!”; quanto gli stessi uomini, le quali problematiche non vengono neanche considerate perché sono solo dei “maschi-bianchi-etero-cisgender” (l’individuo che statisticamente subisce su di sé meno discriminazioni).

 

A questo punto la lotta all’oppressione sessista si trasforma in battaglia dei sessi, ci rende nemici invece di alleati e il patriarcato ha vinto ed è ancora più forte.

 

di Giovanna Stellino

 

Registrati e leggi gratis La Ragione!

Accedi

LA RAGIONE – LE ALI DELLA LIBERTA’ SCRL
Sede legale: via Senato, 6 - 20121 Milano (MI) PI, CF e N. iscrizione al Registro Imprese di Milano: 11605210969 Numero Rea: MI-2614229

Per informazioni scrivi a info@laragione.eu

Copyright © La Ragione - leAli alla libertà

Powered by Sernicola Labs Srl