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Riaprire al più presto l’Europa e il Mondo

Uniformare la validità del Green Pass è l’unica strada per aprire i confini ed evitare ulteriori danni al turismo e alla ristorazione.

Il Green Pass Covid formato Ue è un’ottima idea, un ragionevole compromesso fra una inaccettabile ‘libertà di infettare’ e una inammissibile ‘vaccinazione forzosa’: i ragionevoli si vaccinano e circolano liberamente mentre gli ‘obiettori’ si devono sottoporre a noiosi e costosi test quando desiderano fare altrettanto.
Una disposizione simile è stata recentemente adottata anche dalla California: i funzionari pubblici devono presentare un certificato vaccinale oppure sottoporsi frequentemente a test Covid.

Occorre tuttavia evitare di trasformare l’Unione europea, gli Usa e la Cina in regioni ‘chiuse’ sine die.
Spiace dunque apprendere che l’amministrazione Biden abbia deciso di non riaprire la circolazione dei passeggeri vaccinati tra Ue e Usa durante l’estate in corso e che una posizione analoga sia stata presa anche dalle autorità cinesi.

Oggi la percentuale degli europei vaccinati ha superato quella degli americani e non si capisce perché un passeggero che arriva a New York da Francoforte dovrebbe essere più ‘pericoloso’ di uno che proviene da Los Angeles: limitando l’ingresso negli Usa ai soli vaccinati, il visitatore che arriva da Francoforte è piuttosto assai meno rischioso di quello che atterra dalla California!

Per l’Italia, meta di turisti per eccellenza, è un errore non prevedere una modalità semplice e ‘sicura’ per consentire l’entrata di visitatori esterni, per ragioni d’affari o di turismo.
A tal fine sarebbe sufficiente decidere un riconoscimento reciproco dei certificati vaccinali tra Ue, Usa, UK e Giappone come primo passo verso la riapertura, visto che i vaccini approvati in queste giurisdizioni sono i medesimi (Cina e Russia restano per il momento casi a parte, visto che utilizzano anche vaccini non autorizzati nell’Unione europea).

Per viaggiare fra le diverse zone dovrebbe essere necessario il certificato vaccinale (o l’attestato medico di aver contratto il Covid e di esserne guarito) e all’arrivo le autorità locali dovrebbero rilasciare, già all’aeroporto o semplicemente online, un QR digitale equipollente a quello domestico e sufficiente per andare al ristorante, salire sui trasporti pubblici o visitare musei.

Gli enormi danni già subìti dal settore del turismo e della ristorazione non sono purtroppo totalmente recuperabili, ma occorre ora grande una grande ‘intelligenza’ regolatoria per limitare al massimo ulteriori danni a venire.

 

di Ottavio Lavaggi

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