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Il calcio inglese dice stop ai colpi di testa

Il calcio UK verso una svolta senza precedenti: durante l’allenamento i giocatori potranno colpire il pallone di testa massimo 10 volte a settimana. Le ragioni di questa scelta clamorosa.

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Bisogna limitare i colpi di testa dei calciatori, e questa volta non si parla di comportamenti poco opportuni fuori dal campo ma del vero e proprio gesto tecnico.

La clamorosa decisione arriva dalla FA (Football Association – Federazione calcistica inglese) che, sulla base di diverse ricerche scientifiche, ha deciso a partire dalla stagione 2021-2022 di porre un numero massimo di colpi di testa dei calciatori di tutte le squadre professionistiche e amatoriali durante gli allenamenti.

I colpi di testa in questione sono quelli che riguardano lanci lunghi, cross, punizioni o angoli da almeno 35 metri.

L’obiettivo è ridurre al minimo le possibilità che i giocatori in futuro abbiano problemi di salute correlati a questi colpi. In questo modo si vogliono prevenire gli infortuni alla testa e soprattutto i danni cerebrali.

“Si raccomanda, quindi, di eseguire un massimo di 10 colpi di testa con tasso di forza più elevata in una settimana di allenamento – si legge nella nota ufficiale della FA del 28 luglio, dove è presente una guida ufficiale da seguire – Questa raccomandazione è indirizzata alla protezione del benessere dei giocatori e sarà riesaminata regolarmente man mano che verranno intraprese ulteriori ricerche per comprendere meglio l’impatto del colpo di testa nel calcio”.

Gli studi scientifici alla base della decisione

Questa rivoluzione storica arriva dopo i risultati di studi fatti negli ultimi anni che rivelano come il colpire ripetutamente la palla di testa – in modo particolare se questa arriva dalla lunga distanza –  possa essere estremamente dannoso per la salute dei calciatori; così pericoloso da portare fino allo sviluppo di malattie cerebrali e mortali come l’Alzheimer e la demenza senile.

Molti studi rivelano la stessa cosa:

  • Il cosiddetto “Tackle Football’s Dementia Scandal” riporta come i calciatori abbiano possibilità cinque volte maggiori di morire di Alzheimer rispetto al resto della popolazione.
  • La Purdue University è della medesima idea: colpire il pallone di testa dopo che l’ha rinviato il portiere equivale a ricevere un pugno durante un incontro di boxe.

Anche il Daily Mail aveva condotto un’importantissima inchiesta: mostrava come tantissimi calciatori che giocavano negli anni ’90 abbiano poi avuto la demenza in età più avanzata.

Tra loro anche un’icona del calcio, Sir Bobby Charlton, eroe dell’unico Mondiale vinto dall’Inghilterra nel 1966.

Il limite per ora è stato voluto solo per gli allenamenti perché è in quelle occasioni che i calciatori colpiscono spesso il pallone di testa.

Come si legge sempre nella nota del sito ufficiale FA, ci sono stati anche “molteplici studi intrapresi negli ultimi mesi per conto di un sottogruppo del Comitato consultivo e negoziale del calcio professionistico (PFNCC – Professional Football Negotiating and Consultative Committee)”.

Questa decisione scatena polemiche, in modo particolare sui social

Si raccomanda di differenziare i giocatori in base all’età, al ruolo in campo e ai colpi di testa effettuati per valutare quanti se ne possano concedere durante gli allenamenti.

I calciatori dovranno quindi monitorare loro stessi per non colpire troppe volte il pallone di testa durante gli allenamenti.

La svolta era già da tempo nell’aria ma ora ha scatenato tantissime polemiche.

Non sono poche le persone che, soprattutto sui social network, hanno fatto ironia su questa importante decisione presa.

Si presta molta più attenzione alla salute dei calciatori

Per quanto possa sembrare strana e quasi irreale questa scelta, bisogna comprendere che si sta parlando della salute delle persone e che alla base ci sono ricerche scientifiche.

Finalmente si sta prestando molta più attenzione ad eventi come questi che riguardano la salute delle persone.

Già la Premier League (il campionato inglese equivalente alla Serie A italiana) aveva inserito una possibile sostituzione supplementare nel caso un calciatore avesse una commozione cerebrale durante la partita.

Chissà se questa svolta senza precedenti verrà presa in futuro anche in Italia.

 

di Filippo Messina

 

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