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L’online apre negozi e i negozi vanno online

A partire dal 15 marzo Decathlon chiude in Usa e vende solo online, aprendo a scenari tanto interessanti quanto inediti. È questo il modello di business del futuro?
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L’online apre negozi e i negozi vanno online

A partire dal 15 marzo Decathlon chiude in Usa e vende solo online, aprendo a scenari tanto interessanti quanto inediti. È questo il modello di business del futuro?
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L’online apre negozi e i negozi vanno online

A partire dal 15 marzo Decathlon chiude in Usa e vende solo online, aprendo a scenari tanto interessanti quanto inediti. È questo il modello di business del futuro?
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A partire dal 15 marzo Decathlon chiude in Usa e vende solo online, aprendo a scenari tanto interessanti quanto inediti. È questo il modello di business del futuro?

 

L’azienda francese di articoli sportivi Decathlon ha dichiarato che prevede di chiudere i suoi ultimi due negozi negli Stati Uniti (San Francisco e East Bay) a partire dal prossimo 15 marzo, lasciando senza lavoro una trentina di persone ma soprattutto aprendo a scenari tanto interessanti quanto inediti.

Lo scorso 14 gennaio Christian Ollier, ceo di Decathlon Usa da giugno 2021, ha così annunciato queste chiusure: «Stiamo cambiando il nostro modello di business per adattarci alle attuali condizioni di mercato e per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti. I nostri prodotti sono chiaramente popolari nel mercato statunitense e negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita record. Tuttavia, per crescere come dovremmo, dobbiamo adattarci e aprire la strada al Decathlon del futuro». Pur chiudendo i negozi fisici, i prodotti saranno disponibili online su Decathlon.com e presso un numero crescente di partner di vendita al dettaglio come Walmart o Target. 

Che cosa sta succedendo? Le grandi aziende come Apple, che producono i loro stessi prodotti, possono permettersi di aprire negozi monomarca: li possiamo equiparare molto di più ad atelier di moda piuttosto che a store tradizionali, visto che il modello di business e la forza del marchio sono difficilmente riproducibili. A parte Amazon che fa partita a sé, quasi tutti spingono in direzione della vendita online come ad esempio Zara o aziende italiane come Calzedonia, eventualmente avvalendosi di partnership con colossi già posizionati e con infrastrutture già organizzate tipo Walmart. Altri ancora puntano invece sulla vendita online e sul ritiro in negozio oppure soltanto sulla vendita online come già Zalando o Yoox. Stiamo insomma intravedendo il formarsi di un oligopolio in cui pochissimi gruppi possono permettersi di presidiare il territorio fisicamente ma al tempo stesso vendendo tutto il vendibile online.

E i piccoli? I venditori al dettaglio dovranno cambiare il loro status quo, spostando la centralità del business dal luogo fisico in cui avviene all’esperienza di prodotto oppure convertendosi a servizi fisici non digitalizzabili come l’offerta di cibo e bevande oppure l’apertura di attività dedicate alla persona (centri estetici, palestre, ecc.). Molte attività prosperano perché in luoghi prestigiosi o di passaggio ma è possibile che questo paradigma venga parzialmente mitigato nel prossimo futuro. Le persone faranno ancora cene e aperitivi e compreranno ancora maglie e calzini, ma in modi differenti rispetto a oggi.

 

di Rudy Bandiera

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